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appuntamenti 2020

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Info e prenotazioni:  info@psychecentrostudi.it   Tel. 011/812.97.58 

  

20 maggio 2020, ore 20.30 - Titolo da definire, Salone d'Onore, Circolo dei Lettori, Via Bogino 9 Torino Rinviato
15 aprile 2020
, ore 20.30 - Titolo da definire, Salone d'Onore, Circolo dei Lettori, Via Bogino 9 Torino Rinviato
25 marzo 2020
, ore 20.30 - Titolo da definire, Salone d'Onore, Circolo dei Lettori, Via Bogino 9 Torino Rinviato 
20 marzo 2020, ore 18, La buona medicina. Da necessità virtù, come difendersi dal Covid-19 e diventare migliori, Videoconferenza
27 febbraio 2020
, ore 18 - intervento nell'ambito dell'incontro I servizi scomparsi - Tra resilienza e nuove opportunità, Hotel Victoria, Via Nino Costa 4 Torino Rinviato
18 febbraio 2020
, ore 20.30 - La mente, il corpo e la malattia. Perchè ci si ammala e come si può guarire, Salone d'Onore, Circolo dei Lettori, Via Bogino 9 Torino
11febbraio 2020, ore 20.30 - Mille e una notte. Racconti, confidenze e sapori di due speciali viaggiatori, Centro Culturale Dar Al Hikma, Via Fiochetto 15 Torino
6 febbraio 2020, ore 21 - intervento nell'ambito dell'incontro L'imprenditore efficace. Azioni e buone pratiche per una sfida quotidiana, Salone d'Onore, Circolo dei Lettori, Via Bogino 9 Torino

nuova collaborazione con la testata "il mondo"

 

Rinasce la storica testata Il Mondo.
Fondata nel 1949 da Mario Pannunzio, ha annoverato tra i suoi collaboratori Alberto Moravia, Leonardo Sciascia, Marco Pannella, Giovanni Spadolini, Eugenio Scalfari, Ennio Flaiano, Indro Montanelli, Luigi Einaudi,
Benedetto Croce, Thomas Mann, George Orwell.

Oggi come ieri un avamposto di cultura laica e liberale, totalmente indipendente, aperto ai temi dell’arte, della società̀ e della storia, della politica intesa come azione civile, dell’economia, del sapere e della scienza, del costume e dello spettacolo, dell’universalità delle idee e della cronaca internazionale.

Il Dottor Walter Comello farà parte delle 20 firme della testata diretta da Guido Barosio, consultabile online

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psicoscopia - save the date

Circolo dei Lettori Torino
Salone d'Onore

 

Mercoledì 25 marzo ore 20.30 Rinviato 

Mercoledì 15 aprile ore 20.30 Rinviato 

Mercoledì 20 maggio ore 20.30 Rinviato

Ultimo articolo in edicola

 
L'ABBRACCIO DELLA MORTE

 

Non ho mai sopportato il nome che mia madre mi ha dato. Ogni volta che ci penso ricordo quella sua stridula voce che mi rincorreva per casa. Ogni volta che ci penso ricordo di non aver mai sentito il mio nome pronunciato da mio padre, mentre ricordo le sue mani, quelle sì che le ricordo. Da quando avevo tre o quattro anni le ricordo sul mio corpo, infilarsi sotto i miei vestiti e fare di me vergogna. Mia madre sapeva e ha sempre fatto finta di niente. Lavoro all'ospedale Amedeo di Savoia da quasi vent'anni, passare da un padiglione all'altro camminando tra le siepi mi consente di respirare. Detersivi, alcol e ammoniaca sono i miei compagni di lavoro, la mia famiglia, gli unici amici di cui mi fido. Puliscono ogni cosa, le superfici e il corpo da questo sporco infinito che ricopre il mondo. Mi piace sentire l'alcol che brucia le mie ferite sulle braccia e sulle gambe dopo averle tagliuzzate con la lametta. Sono andata in quel padiglione laggiù in fondo, la mia divisa e i miei detersivi mi hanno permesso di oltrepassare la porta presidiata dai soldati con le mascherine bianche. Sono entrata in quella stanza in fondo al corridoio da cui tutti stanno ben lontani. Mi sono avvicinata a quella persona con gli occhi chiusi che respirava a fatica, gli ho fatto una carezza e ho passato le mie dita sulle sue labbra e poi sulle mie, come in un bacio che non ho mai avuto. L'ho fatto più volte, lentamente, mi piaceva e volevo essere certa che avrei portato con me il virus. Non avevo mai toccato delle labbra, neppure le mie. Non ho mai accarezzato un viso, non ho mai provato cosa si prova in una carezza e detesto vedere chi lo fa. Ho tenuto in grembo per una settimana il mio virus, come il figlio che non avrò mai. Ora è pronto a nascere, ad uscire da me. Lo accompagnerò come una buona mamma e lo aiuterò a diventare grande con me e dopo di me. Tutti impareranno a vivere come ho vissuto io e se questo comporta il mio sacrificio, ne sarà valsa la pena. L'unico rammarico è non poter abbracciare mio padre e mia madre, li avrei presi per mano per portarli con me all'inferno, ma andrò a dirglielo sulla loro tomba. Il tempo è giunto per l'abbraccio della morte. Avrò un po' di tempo, non molto, ma quanto basta. Tutto si può prevedere, tranne un malato che nasconde la sua condizione per farsene mezzo per il suo straordinario fine. La chiesa gotica di Santa Rita a due passi da casa fu il primo luogo prescelto. Al termine della messa, sui gradini della chiesa Margherita abbracciava, baciava sulle guance e augurava una buona domenica a tutte le persone che conosceva o pretestuosamente aveva occasione di avvicinare. Poi fece lo stesso per la strada verso casa e poi dal giorno successivo in ospedale con pazienti e colleghi. Tutti coloro che la conoscevano da tempo si stupirono del suo cambiamento, ma incominciarono dopo qualche giorno ad andarle incontro per ricambiare il suo affettuoso saluto. Passarono i giorni e le settimane, Margherita stava bene e così tutte le persone che incontrava ogni giorno in quegli abbracci. La persona ricoverata a cui aveva accarezzato le labbra era guarita. Margherita era arrivata troppo tardi o al momento giusto per guarire dal suo virus. Ora Margherita è un'altra persona e tutti dicono di lei che è diventata un angelo.

 

articolo in via di pubblicazione

LA MORALE DEL MALE

Da tempo in città il grigio del giorno sfuma nel nero della notte e questa ricambia con naturalezza il giorno successivo. Le nuvole avvolgono i comignoli dei palazzi del centro, nascondono buona parte della collina, occultano i confini delle periferie. E’ lì che le anime perdute appaiono e scompaiono nella nebbia, mentre nel centro della città meglio si mimetizzano tra i tanti volti e le tante forme. Le anime dannate consapevoli di sé irridono alla stupida superficialità di chi le ignora. Sono consapevoli di un crescente bisogno che prende forma in un eccitante perché. L'acqua della pioggia fa fatica ad essere contenuta dai tombini, come a volte le lacrime che fanno germogliare il seme del male o nutrono le radici di piante velenose che crescono accanto alle altre a loro insaputa. L'umidità tenta di entrarti nelle ossa infilandosi tra il collo e la sciarpa, in quelle parti di poco discostate dalla pelle, come certi fatti della vita che malgrado i tuoi buoni propositi si insinuano nella tua ignara esistenza. Il male ammala come una malattia, ti riempie la testa, ti fa venire gli occhi rossi e tossisci per non soffocare; come un male di stagione che non ha stagioni, come una pandemia sbattuta in faccia ogni mattina con il suo bollettino. Ammala alcuni individui, altri riescono a sopravvivere, alcuni solo per un po' di tempo o sopravvivono a quel male per poi ammalarsi di un altro male. Il male ha sempre un’origine e una ragione. Il male prima non c'era, poi si presenta nel tuo corpo e alla tua anima, a volte appare una cosa di poco conto per poi diventare qualcosa di importante, a volte cresce in te in modo asintomatico e poi si manifesta in modo irreparabile. Il male come una malattia non ti riguarda fintanto che non ti minaccia, non ti invalida, non ti uccide, non ti contagia. Il male non solo ha una sua causa che lo origina, ma ha sempre una sua morale che lo regge, che gli dà valore, una giustificazione, ne è il senso. A volte uccidere per uno stalker è un diritto come rifarsi una vita per colei che lo ha abbandonato e non ha saputo riconoscere il suo dolore. A volte il piacere per un pedofilo è un atto condiviso e un reato inventato da una diversa morale e non una violenza psicologica che lascia il segno per una vita. A volte spacciare droga è un facile modo di guadagnare soldi nei confronti di chi sa benissimo cosa va cercando. A volte per una madre uccidere un figlio è l'unico modo per ritrovare una libertà contro un'angoscia che la fa impazzire. A volte rubare è semplicemente un’opportunità nei confronti di chi è stato ingiustamente più fortunato o è parte della propria natura, come le iene e gli sciacalli. A volte la violenza è una rivendicazione alla vita ugualmente o diversamente violenta.  A volte l'assenza della gioia non tollera la gioia e il male è il mezzo per spegnerla. A volte il male fa bene a chi lo esercita, è fonte di piacere il vedere negli occhi di qualcuno una paura più grande di quella che lo ha generato. Per comprendere il male devi guardarlo in uno specchio nero e distinguerne gli occhi cercando le pupille circondate dal bianco dell'iride. Solo così il sano comprende la mente oltre i suoi confini, il bene scopre nel male la morale che non si aspetta e nella propria sanità l'origine di un altro male che ancora non conosce. In città vivono tutti insieme, le vittime ignare e i loro consapevoli carnefici ora stanno facendo le cose di sempre all'insaputa di cosa accadrà domani. Forse non si conoscono o pranzano allo stesso tavolo. I gesti quotidiani accomunano tutti, come i sentimenti o la solitudine. Il bene e il male da bambini hanno giocato insieme senza sapere come sarebbero stati da grandi. Rincorrevano in certi cortili la stessa palla o frequentavano lo stesso oratorio per poi restare a guardare in un angolo gli altri bambini giocare. Se il male ti ammala, guarire da una malattia è un’opportunità non un diritto. Non è la giustizia che conta, non ha diritto alla vita chi non la sa amare più della paura che ha di morire. Il bene è faticoso, richiede impegno e determinazione, il male è seducente come la fragilità, siede accanto a te e ti invita a bere del suo calice. E' l'alba di un nuovo giorno o il tramonto di quello che si è consumato lungo i marciapiedi per passi che non condurranno da nessuna parte e ambizioni che affogheranno in una pozzanghera. Non c'è giustificazione è solo l'inizio di un viaggio nell'inferno della mente per apprezzare ogni giorno la vita.

Walter Comello

il piemonte magazine - in edicola

LEONARDO:
con gli occhi e nella mente del genio

Molti dicono di me che dopo Gesù Cristo io sia l'uomo più noto della storia, non è da me accettare di essere secondo a qualcuno. Presuntuoso, arrogante, immodesto? Non esattamente! Certo non ho avuto, come si dice, un carattere lineare, ma la modestia è una virtù cristiana ed io in verità, non sono mai stato ne' troppo umile ne' troppo cristiano. D'altronde Lui ha avuto un grande vantaggio, è nato quale figlio di Dio ed io ... continua>>

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news dallo studio

* E' stata allestita un'area dello studio in cui un grande vaso di cristallo conterrà i farmaci che i pazienti non avranno più la necessità di utilizzare grazie ai risultati ottenuti
* In sala d'aspetto è a disposizione per la consultazione un dossier con le testimonianze pubblicate sul sito.
* In sala d'aspetto è a disposizione un dossier con l'importante bibblioteca testistica che lo studio utilizza in ambiti diversi della diagnostica, della terapia e delle attività peritali.
* Sono a disposizione nuovi test per la misurazione delle SINDROMI DEPRESSIVE, la misurazione nel corso della terapia dei valori dell'ANSIA, un nuovissimo protocollo internazionale sulla valutazione dei DISTURBI POST TRAUMATICI DA STRESS per adulti e bambini.
Sono on line le pagine in inglesefrancese, spagnolotedesco e russo del sito. 
*  In questa sezione è possibile leggere l'articolo L'abbraccio della morte, pubblicato su TorinoMagazine attualmente in edicola.
* Per ulteriori sviluppi lo studio ricerca professionisti per collaborazioni. Inviare curriculum a coordinatore@waltercomello.it
* In TESTIMONIANZE 13 è possibile leggere le nuove testimonianze inviate dai pazienti.
* Le conferenze in programma a Torino avranno sedi diverse a seconda degli argomenti trattati.
* Save the date: il box "Appuntamenti 2020" è costantemente aggiornato.