Testimonianze 14

IN QUESTA AREA DEL SITO

Alcune testimonianze che raccontano storie di uomini e di donne che hanno avuto il coraggio di affrontare le proprie paure e sconfiggere il disagio, la malattia, a volte la morte.
Brevi frammenti di storie di eroi di tutti i giorni che hanno accolto l'invito a fare della propria esperienza di vita, di dolore e del lavoro insieme, uno stimolo a non arrendersi mai e a cercare, volere sempre una soluzione. Un dono a chi legge, un esempio della meravigliosa sensibilità dell'animo umano.
A loro il mio ringraziamento personale per aver voluto condividere ciò che abbiamo vissuto insieme e che nel tempo ci unisce.

 

Le testimonianze sono firmate con l'iniziale del nome e gli anni al momento dell'invio del testo.

INDICE - TESTIMONIANZE 14

  • Dall'inferno dell'anoressia a vedere la luce
  • Dall'ansia e dall'angoscia ad una vita leggera
  • Una mamma
  • Qualcuno andava ad abitare nei miei ricordi
  • La depressione è stata archiviata e l'ansia domata
  • Depressione, ansia ed emicrania, pensavo di essere solare, lo sono diventata davvero
  • Buio, terapia breve, molto breve
  • Dolori vaginali, tornare a fare l'amore
  • Prostatite, psicoterapia un valido rimedio

DALL’INFERNO DELL’ANORESSIA A VEDERE LA LUCE

Tre anni fa nostra figlia B. si ammalò di ANORESSIA ed iniziò il calvario. Psicologi, psichiatri, controlli, test, interrogatori, ma le condizioni psichiche di B. peggioravano e il peso continuava a scendere, cosicché dovemmo ricoverarla. Qualche settimana prima avevamo avuto la fortuna di incontrare uno psicologo che si rivolse a noi in modo diverso, non puntando il dito sulla famiglia e tanto meno sulla mamma. Uno psicologo che condivideva le nostre idee, il Dottor Comello, ed iniziammo tutti insieme un percorso. Ci furono 3 ricoveri, che durarono complessivamente 3 mesi. Iniziarono le discussioni con i medici: loro applicano il “protocollo” e per l’anoressia il paziente dovrebbe essere allontanato dalla famiglia e ricoverato presso una struttura adeguata a rieducarlo al rapporto con il cibo ed è compresa la somministrazione di psicofarmaci. NON era assolutamente quello che volevamo. Nella vita uno può cadere e rialzarsi, libero di scegliere come curarsi. I medici iniziarono a farci pressione, parecchi furono gli incontri in cui dovevamo stare molto attenti ad esporre le nostre idee, tanto più nei primi due ricoveri poiché B. era minorenne. Ad ogni dubbio, in qualsiasi momento di sconforto sapevamo di poter contare sull’AIUTO del Dottor Comello, che ci dava la forza di andare avanti. Il terzo ricovero fu un dramma. B. compensava l’alimentazione con il sondino naso gastrico e lo scopo del ricovero era quello di toglierlo andando a compensare con il cibo. Non ci fu un piano terapeutico. B. non accettò di assumere un farmaco a base di benzodiazepine e bromuro e dopo 30 giorni, un mattino, tolsero il sondino e la dimisero con 1000 calorie in meno. Durante il periodo dei ricoveri B. sapeva di avere sempre l’appoggio del Dottor Comello, sapeva di poterlo chiamare in ogni momento di necessità; lui stesso la chiamava e questo le dava coraggio e determinazione. Tornò a casa e con tanta pazienza, con tanta fatica e tanta paura iniziammo il vero percorso tutti insieme: B., il Dottor Comello e Noi. E’ quasi trascorso un anno e B. sta meglio. Certo, alti e bassi, ma non è più depressa, non mangia più mezza pera al giorno, ma fa tre pasti e tre spuntini. Sono riapparse le emozioni: piange, ride, urla, combatte tutti i giorni quella “brutta bestia”, con fatica e ce la fa, ce la farà a vincerla definitivamente. L’esperienza che abbiamo vissuto ci insegna che è la Famiglia, con amore e l’aiuto di una buona Guida, la terapia giusta per poter combattere questa “malattia”.

                      Una mamma

DALL’ANSIA E DALL’ANGOSCIA AD UNA VITA LEGGERA

A gennaio 2019 ho contattato il Dottor Walter Comello, consigliatomi da una amica, al fine di iniziare insieme a mio marito un percorso di aiuto nella gestione di nostro figlio adolescente (16 anni). Dopo poche sedute con il Dottore, raggiunsi immediatamente la consapevolezza di essere la causa principale della tensione familiare; pertanto, ho chiesto di poter intraprendere un cammino per me stessa. Pensavo di dover iniziare dalla mia infanzia, invece abbiamo iniziato con il presente: la mia malattia! Nel 2017 ho subito un intervento chirurgico e per i successivi 5 anni sono in controllo oncologico. Nonostante l’intervento fosse andato bene, continuavo a sentirmi malata, affrontavo gli esami con paura e angoscia. Con il Dottor Comello ho lavorato su tale fragilità e ho visto subito i benefici, cambiando atteggiamento. Alla paura e all’angoscia si univa l’ansia del controllo su tutto, su me stessa e sui miei familiari, in particolare sui miei figli che avevano l’età del distacco dai genitori.  Ho alternato sedute di ipnosi con il piano armonico. Il piano armonico è stato utile perché ha tirato fuori ciò che avevo d’irrisolto: il lutto di mia madre, subito all’età di 23 anni, il senso di colpa di continuare a vivere, il rapporto difficile con il cibo. Adesso il mio primo pensiero del mattino è positivo e se le cose non vanno come vorrei cerco di capire se posso fare qualcosa e se non dipende da me, prendo le distanze e accetto. Sto imparando ad essere meno severa con me stessa e con gli altri. Il figlio adolescente ribelle è sempre lui, ma ho appreso a dare un peso diverso alle sue provocazioni, stupendo lui e me stessa. In famiglia abbiamo adottato un cane che ha portato armonia e amore incondizionato. Sono felicissima di svegliarmi presto al mattino e farmi lunghe e distese passeggiate con il cane, lungo il fiume della mia città. Ringrazio di cuore il Dottor Comello che mi ha insegnato a sdrammatizzare! Oggi mi accorgo di sorridere tantissimo e di ridere di gusto. Prima prendevo tutto troppo sul serio!

                    L. 53

UNA MAMMA

Buongiorno Dottore, ieri l’ho pensata molto. Sono felicissima! Ieri ero di là mentre lui conferiva e sentivo la sua sicurezza nel parlare, finalmente! Non voglio pensare a ciò che poteva essere, voglio pensare a ciò che sarà con la sua ritrovata voglia di vivere. Grazie a lei Dottore, probabilmente mio figlio non si sente più solo in questo cammino e sono certa che lei lo accompagnerà scrupolosamente non solo come medico, ma con tutte le premure di un padre. Grazie.

                     Una mamma

QUALCUNO ANDAVA AD ABITARE NEI MIEI RICORDI

Affrontare la malattia e la morte di un genitore, buono o cattivo che sia stato nella vita è un’esperienza tragica, si dovrebbe rivedere questo ciclo vitale in qualche modo. La morte è l’indefinibile, l’intoccabile, l’impercettibile, non guarda in faccia nessuno, accade all’improvviso o in pochi mesi ed è proprio per questo che a volte ti toglie sicurezza, arroganza, ti ruba il futuro e tutto comincia ad essere confuso, anche la vita stessa. Qualcuno o qualcosa al di fuori di noi decide per noi: inaccettabile. Allora le corse in ospedale, il neurologo, lo psicologo, gli psicofarmaci, l’agopuntore, le vitamine, le corse fuori dall’auto, in mezzo alla strada a gridare, le camminate di notte …. Aiuto!!!! Poi passano gli anni, ma questo malessere non se ne va, sempre lì a ricordarti che è in buona salute. Lo scorso anno ho cambiato casa e il malessere si è gonfiato, enorme e bastardo. Il distacco: qualcuno mi portava via i ricordi di trent’anni in quella casa, lì c’era stata mia madre, i miei adorati cani, ero anche stata felice; c’era una gran parte della mia vita su quei pavimenti e su quei muri. Qualcuno andava ad abitare nei miei ricordi e li tinteggiava di un colore diverso: inaccettabile. A dicembre del 2019 tramite le referenze di un nostro collaboratore sono arrivata allo studio del Dott. Comello. Avevo tanta curiosità, ma all’inizio, devo essere sincera, non così tanta fiducia. La terapia: le parole e l’ipnosi cosciente, durante la quale all’inizio vedevo sempre volti deformi, mari forza 7 che poi, tra le nuvole e il mio amico gabbiano sono diventati Cavour, Cristo, la scoperta sotto il mare dell’esercito di terracotta, il cielo ed ora sono momenti di sola tranquillità. Ad aprile ho dovuto fare un viaggio da sola in macchina, in un’autostrada deserta ed è andato tutto bene, grazie alle mie nuvole e al mio amico gabbiano che amichevolmente ora chiamo Gino. Cos’ho imparato: le parole semplici sono difficilissime da comprendere, ma non serve a sanno fare miracoli.

                      P. 60

LA DEPRESSIONE E’ STATA ARCHIVIATA E L’ANSIA DOMATA

Sono approdata dal Dottor Comello dopo anni caratterizzati dall’alternarsi di periodi più o meno sereni e periodi di ansia e depressione che non mi permettevano di condurre una vita dignitosa. Questi periodi bui si sono manifestati soprattutto quando avevo i figli piccoli dando origine a sensi di colpa che tuttora mi accompagnano per non averli, secondo me, saputi accudire e seguire nel modo migliore e lasciandomi il rimpianto di non essere riuscita a godere appieno dei momenti così belli della loro fanciullezza. Ho anche utilizzato psicofarmaci, ma mi facevano sentire perdente perché non riuscivo ad uscire da questi periodi neri con le mie forze e comunque si sono rivelati non risolutivi. Un’amica mi ha consigliato di Dottor Comello e l’ipnosi. Ho cominciato il mio percorso con lui proprio quando è iniziato il lockdown, per questo motivo ho dovuto interromperlo per poi riprendere a maggio. E’ stato un periodo difficile, così come lo è stato un po’ per tutti, ma questa esperienza me lo ha reso più leggero perché mi ha dato una forza inaspettata e una nuova consapevolezza. Ho scoperto di essere in grado di affrontare le situazioni impegnative senza drammi e angosce e di saper cogliere i lati positivi là dove non sembra essercene. La depressione è stata archiviata, spero per sempre e l’ansia domata; se si ripresenta in alcuni momenti riesco a gestirla. Il mio percorso continua con incontri più distanti uno dall’altro. Significa che sta andando bene e non posso che essere grata al Dottor Comello per questa esperienza che spero mi sia utile anche nei momenti che purtroppo non saranno particolarmente rosei.

                            C. 58

DEPRESSIONE,ANSIA,EMICRANIA, PENSAVO DI ESSERE SOLARE, LO SONO DIVENTATA DAVVERO

Sono una donna di 52 anni, solare e ottimista, con una famiglia come tante, un marito e due figli ormai grandi. La mia vita si è sempre svolta in maniera ordinaria, un lavoro che amo ma che negli anni è diventato sempre più complesso e impegnativo, una madre che ha sempre avuto problemi di salute e in seguito sofferto di depressione (ecco direte voi… la responsabile è la madre! In realtà per una volta no), due figli da crescere che ho sempre seguito in ogni aspetto della loro vita, un marito presente fisicamente ma emotivamente assente (… sarà lui il responsabile! Sinceramente penso che non c’entri neanche lui). Sono sempre stata rispettosa delle regole, questa frase “rispettosa delle regole” è quella che usavo più spesso, insieme a “solare” per descrivermi. Dico “usavo” perché forse oggi non è più così. Sono stata educata ad essere una brava figlia, una brava moglie e poi una brava madre, ma chi è che decide come deve essere una figlia, una moglie e una madre? Per me l’ha deciso mia madre (beh, forse un pochino c’entra anche lei, ma non ora), io l’ho sempre ammirata e questo mi ha portato a credere che tutto quello che mi insegnava fosse giusto, per questo motivo mi sono sempre comportata correttamente, anche se ciò voleva dire fare ciò che non volevo e che mi risultava faticoso. Se capitava di non fare ciò che nella mia testa era giusto, mi sentivo in colpa, se c’era un problema mi agitavo anche se riuscivo a nascondere la mia inquietudine. La mia vita si è svolta così fino a quando ho compiuto 50 anni. Ho festeggiato il mio compleanno con la mia famiglia e i miei amici più cari, non sono mai stata amante delle grandi celebrazioni, ma questa volta ho voluto condividere con gli altri, le persone a me più care, questo momento che mi sembrava importante, tutto era “perfetto”, so che la perfezione non esiste, non sono così sciocca da crederlo, diciamo che era perfetto con le sue imperfezioni, quelle imperfezioni presenti in tutte le persone e in tutte le famiglie. Avevo raggiunto un momento della mia vita dove potevo dedicarmi del tempo, rivolgere la mia attenzione ad attività che avevo sempre tralasciato per impegni familiari. Da lì è iniziato il periodo buio, ho cominciato a occuparmi di una persona malata per parecchio tempo, contemporaneamente un altro familiare ha avuto bisogno di assistenza ed io, sempre per questo senso del dovere portato all’estremo, non sono riuscita a darmi un limite, in realtà ho chiesto quell’aiuto di cui tutti parlano, “bisogna chiedere aiuto quando ti rendi conto di non farcela”, ma nessuno ha risposto. La persona a me più vicina, mio marito, ha preferito far finta di non accorgersi della mia sofferenza fisica e psicologica, ero nervosa, agitata, lo stomaco si era chiuso, questa metafora rende bene l’idea, avevo la sensazione che fosse legato e nulla potesse scendere, ho cominciato a dimagrire e ho perso 15 kg. in due mesi. Io che ho sempre amato mangiare, non desideravo neanche più i dolci, quei dolci tanto amati e di cui non potevo fare a meno. Nonostante questo drastico cambiamento, chi mi stava accanto preferiva ripetermi di mangiare piuttosto che sollevarmi da quel peso che mi opprimeva. E’ stato quello il momento in cui mi sono resa conto che ogni persona deve aiutarsi da sola, gli altri non lo fanno, per incapacità, per egoismo, per superficialità… tante possono essere le motivazioni, ma la realtà era questa: io, che pensavo di avere una famiglia che mi amasse e che avrebbe fatto tutto per me, mi sono sentita sola. Cosa era servito allora essere sempre corretta, giusta, rispettosa se poi gli altri non avevano lo stesso riguardo per me?  Piangevo sempre, quante lacrime! Pensavo di essere depressa, ma ho scoperto poi, ecco che qui entra in scena il Dott. Comello, che le mie lacrime scendevano per mancanza di emozioni… ormai non avevo più emozioni. Ho conosciuto il Dott. Comello grazie a una mia collega, mi aveva detto che in poco tempo era riuscita a stare meglio e io desideravo stare meglio. L’ho incontrato e, dopo un paio di appuntamenti in cui ho raccontato la mia storia (ovviamente è più complessa di come l’ho presentata a voi!), abbiamo iniziato con le sedute di ipnosi. Se immaginate di essere sdraiati su un lettino, incoscienti e dire verità che non vorreste rivelare a nessuno, dimenticatevelo, non è così. Non so se sia uguale per tutti, per me le sedute di ipnosi sono un momento di tranquillità, di riflessione, un momento mio. Nel giro di tre mesi sono rinata, ho cominciato a comporre i tasselli del puzzle della mia vita, più stavo meglio e più desideravo migliorare altri aspetti della mia esistenza. Ho sempre sofferto di mal di testa dall’età di 15 anni, mal di testa che sono peggiorati col tempo fino a quando gli antidolorifici, come il Relpax 40 mg, non hanno fatto più effetto. Il dolore non mi permetteva di svolgere le attività con lucidità, in alcuni momenti avevo bisogno di stare nel silenzio più assoluto. Ho iniziato così ad assumere regolarmente, mattina e sera, il Topomax 25 (un antiepilettico utilizzato come terapia per il mal di testa). Sapendo che il Dott. Comello era riuscito a raggiungere buoni risultati con l’ipnosi anche per questa patologia, abbiamo continuato fino alla sospensione delle pastiglie e alla soluzione del problema.

                   S. 52 

BUIO, TERAPIA BREVE, MOLTO BREVE

Quattro incontri con il Dott. Comello hanno schiarito la mia mente e cambiato il punto di osservazione e la percezione delle cose e delle persone che mi circondano. Tutto è iniziato con una sensazione di buio e caos che aveva portato la mia persona a perdere stima di sé e in un attimo si è trovata incapace di fare cose che aveva fatto fino a qualche mese prima. Era un continuo ripetersi “non ne sono più capace”, seguito dalla frustrazione di sentirsi impotente nel non riuscire a controllare la situazione e il panico, con tachicardia. Poi ho provato a vedere le cose da un punto diverso, come mi veniva suggerito. Fisicamente ho cambiato posizione nella stanza e mi sono accorto che di fronte a me non c’era solo una parete, ma una piantana a cui non avevo prestato attenzione. Ho iniziato a traslare questo mio atteggiamento nella mia quotidianità, e giorno dopo giorno l’ansia è sparita e oggi mi sento diverso nel senso che ho (ri)acquisito una maggiore consapevolezza. Ho apprezzato l’approccio del Dottor Comello che va dritto al problema e si cerca insieme di risolverlo. Sì è così, le parole sono semi e la mente è terra! Grazie Doc!

                        G. 42

DOLORI VAGINALI, TORNARE A FARE L’AMORE

Ho deciso di rivolgermi al Dott. Comello a novembre, perché per mesi ho sofferto di dolori vaginali. Ad agosto avevo iniziato ad avere delle forti fitte, dolore e prurito, il fastidio era così intenso che in alcuni giorni non riuscivo né a camminare né a stare seduta e i rapporti sessuali erano diventati dolorosissimi, anzi impraticabili. Ero convinta di avere qualcosa, un'infezione o chissà quale malattia, perciò presa dal panico non ho fatto altro che fare visite continue dalla ginecologa, ma tutti mi dicevano che non avevo niente, era solo stress accumulato che si riversava in quella zona, eppure il male lo avevo. Così, tutte le volte tornavo a casa senza una cura e senza sapere come risolvere il mio problema.  Non mi davo pace, perché non credevo che tutto dipendesse dalla mia mente, fino a quando un giorno, dopo essere andata per l'ennesima volta dalla ginecologa per dei dolori insopportabili che non mi facevano stare in piedi, ho deciso di rivolgermi al Dott. Comello. La mia prima seduta è stata a metà novembre e già solo dopo 3 settimane ho riscontrato i primi risultati, in quanto il dolore si era limitato solo durante il rapporto, mentre in tutti gli altri momenti le fitte erano sparite, non mi è mai più capitato di avere fitte durante la giornata che mi impedissero di stare seduta o in piedi. Dopo altre due sedute ho iniziato a stare sempre meglio perché il dolore stava passando completamente e ad oggi, 17 febbraio, posso invece affermare che sono quasi due mesi che il dolore è completamente sparito. 

                     F. 23

PROSTATITE , PSICOTERAPIA UN VALIDO RIMEDIO

Sono un paziente del Dott. Walter Comello. Desidero personalmente ringraziarlo per aver contribuito concretamente ad un generale miglioramento del mio stato di salute ed in particolare alla prostatite, che da circa due anni mi creava molta sofferenza. La scienza medica ha rilevato in me un adenoma prostatico. In molti casi questo non è sinonimo di dolore e non necessariamente è causa diretta degli attacchi di prostatite acuta, dolorosissima come io ho avuto. Ho quindi convissuto tra alti e bassi con questo grande disagio, senza avere avuto concrete soluzioni dall'urologo che mi segue. Su suggerimento di un mio amico ho deciso di provare altre vie e ho contattato il Dott. Comello. Con lui è stato facile fin dalla prima seduta individuare la causa psichica, origine di un mio conflitto psicologico. Conseguentemente ho intrapreso un percorso con il Dottore di alternanza di sedute di ipnosi e sedute di piano armonico. Nella prima fase queste terapie avevano una cadenza settimanale, poi si sono diradate. Ora la mia salute è buona, e ho molta più consapevolezza di quanto i nostri pensieri influiscano enormemente sul piano fisico. Il Dottore mi ha insegnato a riconoscere questi pensieri negativi e a saperli gestire. Con questo tengo a precisare che non disconosco la parte della medicina tradizionale, ma voglio affermare che quest'ultima andrebbe sempre abbinata ad un attento processo d'analisi psicologica. I risultati sarebbero migliori e certamente più veloci nella risoluzione. Un'ultima considerazione è sui luoghi in cui si svolgono le sedute. Lo studio di Torino ti accoglie e ti fa rilassare nel migliore dei modi, ma è il rifugio sulle montagne biellesi che ti sorprende! Durante il periodo estivo è infatti possibile sottoporsi alle sedute nel rifugio Oltrebosco. E' un luogo spettacolare a circa mille metri d'altezza. Si entra letteralmente in un luogo magico, dove il fascino della natura contribuisce ad amplificare il risultato delle sedute. Lì ho ritrovato un’armonia da tempo dimenticata. Ancora grazie Dott. Comello.

                      A. 58