Testimonianze 5

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Alcune testimonianze che raccontano storie di uomini e di donne che hanno avuto il coraggio di affrontare le proprie paure e sconfiggere il disagio, la malattia, a volte la morte.
Brevi frammenti di storie di eroi di tutti i giorni che hanno accolto l'invito a fare della propria esperienza di vita, di dolore e del lavoro insieme, uno stimolo a non arrendersi mai e a cercare, volere sempre una soluzione. Un dono a chi legge, un esempio della meravigliosa sensibilità dell'animo umano.
A loro il mio ringraziamento personale per aver voluto condividere ciò che abbiamo vissuto insieme e che nel tempo ci unisce.

 

Le testimonianze sono firmate con l'iniziale del nome e gli anni al momento dell'invio del testo.

indice - testimonianze 5

  • Nevralgia al nervo pudendo
  • Fiera di chi sei e dell'uomo che diventerai
  • C'è sempre tempo per nascere ancora: depressione, alcol, solitudine affettiva e sclerosi multipla 
  • Il cubo di Rubik: insonnia e rapporti familiari apparentemente irrisolvibili
  • Da un oceano buio alla magia della luce
  • Autostima per realizzare la vita che desidero
  • L'entusiasmo del cuore: ansia e attacchi di panico
  • Terapia di coppia: fuori da un pozzo di solitudine
  • Emicrania per evento traumatico
  • Dalla sindrome ansioso-depressiva alla serenità

Nevralgia al nervo pudendo

Nel febbraio 2015 ho cominciato ad avere forti dolori nella zona perianale. Dato che era una situazione che mi si era presentata altre volte negli anni passati, ho aspettato che passasse. Dopo circa un mese ho fatto qualche seduta dal fisioterapista, ma la situazione continuava a peggiorare. Ho cominciato a non riuscire più a stare seduta o stesa senza che mi partisse questo dolore lancinante. Anche gli antidolorifici cominciavano a farmi meno effetto e le crisi ad essere sempre più frequenti e durature.  Tra marzo e maggio sono andata da ogni sorta di medico (proctologo,  gastroenterologo,  ginecologo) ho fatto ogni sorta di esame (ecografia vaginale, colonscopia, lastra al coccige, risonanza magnetica al bacino, elettromiografia pelvica), finché sono approdata da un neuro-urologo che mi ha diagnosticato nevralgia al nervo pudendo. Ho cominciato una terapia a base di medicinali che agiscono sul sistema nervoso con effetti collaterali devastanti.  Questa cura ha, semplicemente, “leggermente” migliorato la situazione ma continuavo comunque a dover assumere spessissimo gli antidolorifici.  Ho cominciato anche ad usare una ciambella per stare seduta e per guidare la macchina.  Stavo comunque molto male, rimbambita dai farmaci e intossicata dagli antidolorifici. Non riuscivo più ad indossare i pantaloni perché la compressione mi faceva partire il dolore come anche al mare la pressione dell’acqua mi faceva partire il dolore….pertanto ho interrotto qualsiasi attività fisica…. facevo una fatica enorme a mantenere la concentrazione e mi sentivo sempre sopita, appena mi fermavo dal fare qualcosa mi veniva voglia di dormire ma se mi stendevo per riposare mi partiva il dolore….un incubo!!  A fine giugno ero praticamente disperata e ho deciso di intraprendere la strada dell’ipnosi. Dopo aver analizzato le vere cause nella mia vita a monte del mio dolore e dopo qualche seduta di preparazione, finalmente a settembre ho fatto la prima vera seduta di ipnosi e anche se ho avuto una reazione minima, ho avuto i primi risultati più che apprezzabili….. la qualità della mia vita è tornata incredibilmente accettabile con una sola seduta….. L’intensità del dolore si è dimezzata subito e tranne, in casi eccezionali, da quella prima seduta, non ho più preso antidolorifici; di notte ho smesso di vagare per casa come un fantasma e  ho ripreso a dormire. L’ultima visita dal neuro-urologo l’ho fatta in novembre durante la quale il medico mi ha detto che avrebbe cominciato a diminuirmi i farmaci soltanto quando, per almeno due mesi, fossi stata totalmente senza dolore. Dato che la visita mi provocava dolori fortissimi, ho smesso di fare i controlli. Nel contempo ho continuato il mio percorso con sedute settimanali presso lo studio del Dott. Comello. Ho tenuto duro anche se recarmi settimanalmente a Torino da Milano mi pesava in termini di stanchezza, di tempo tolto al lavoro e alla famiglia…. Ho avuto parecchie difficoltà ad entrare in ipnosi correttamente, ma quando ci sono riuscita, in novembre, ho cominciato a scalare le medicine; il dolore mi si presentava a intervalli sempre più lunghi e mi durava sempre meno, senza contare che l’intensità era decisamente diminuita, umanamente sopportabile!! In febbraio 2016 il dottor Comello mi ha suggerito di eliminare definitivamente l’uso della ciambella e dei vari espedienti che usavo per stare stesa senza dolore; se avessi continuato a comportarmi da persona malata avrei anche continuato ad esserlo…..ed ha funzionato. Per finire  in aprile ho tolto anche l’ultima pastiglia. Siamo a fine maggio 2016 e ho ripreso a vivere. Anche se ero scettica riguardo a questo metodo per guarire, devo completamente ricredermi. Lo consiglierei a chiunque. La mia è una malattia difficile da diagnosticare, ho letto di persone che sono riuscite ad avere una diagnosi dopo 10 anni di ricerche, e che purtroppo si cronicizza; le persone che hanno la sfortuna di soffrirne non riescono quasi mai a trovare soluzioni nemmeno con le medicine, se non attenuare leggermente le crisi, tanto che alcuni arrivano a farsi impiantare un microchip sottocutaneo per addormentare il nervo.  Io con l’ipnosi ho eliminato l’uso dei farmaci e risolto il mio problema con la forza della mente… grazie agli insegnamenti e all’aiuto del dottor Comello.

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FIERA DI CHI SEI E PER L'UOMO CHE DIVENTERAI

UNA MAMMA E UN FIGLIO IN DIFFICOLTÀ 

Sono arrivata, con mio figlio,  il 20 gennaio dopo tre settimane di ricovero. La situazione mi sembrava insostenibile, per la sua sofferenza dovuta alle continue lotte per sostenere le sfide quotidiane, dalla famiglia alla scuola. Le sue sfide erano anche le mie e dei suoi fratelli, tutti avevamo il fiato corto anzi, spesso avevamo paura di  respirare.

Caro E.
Giorno per giorno ti ho visto sfoderare il tuo coraggio, farti, un pò  per volta carico delle difficoltà, lasciarti aiutare davvero. Si perché un aiuto, per quanto ottimale, è  destinato a fallire senza collaborazione.  Ho commesso molti errori nei tuoi confronti, spesso ho sottovalutato i tuoi silenzi e le tue chiusure, sono uscita letteralmente dai "gangheri" quando ti vedevo sprofondare sempre più giù.  Negli anni mi sono inventata tutto quello che ho potuto sapere, senza mai arrivare al tuo cuore e questo è  quello che mi ha sempre fatto più male. Del resto se non ci arrivavo io, probabilmente neanche tu riuscivi a trovare lo spazio adeguato nel mio. Ho imparato, però, che al di là degli errori ci sono i ricominciare, c'è  il nuovo, il Bello, la fatica per costruirlo ripaga sempre e, se è  condivisa, non è  meno pesante ma dona più gioia. In questi mesi hai saputo aprire le porte, sentire il sapere delle tue ferite e prendere forza da esse.  Hai lottato,  ti sei superato, hai  raggiunto una delle mete più belle: sapere che se vuoi, puoi. Gli obiettivi sono nelle tue mani  so che se ci crederai li otterrai.  Io sarò  vicino a te a sostenerti, a cercare con te la strada, se vorrai, certamente fiera di chi sei ora e  piena di fiducia per l'uomo che diventerai.

DA PICCOLO A GRANDE

Questo anno i miei genitori hanno deciso di farmi conoscere una persona, il Dott.W.Comello, che mi avrebbe aiutato a essere più tranquillo e sereno. Come al solito io anche se mi avevano spiegato cosa avrei fatto, non sapevo niente. Il primo incontro è stato diverso da quello che mi aspettavo, ma è stato bello provare nuove esperienze. Io qualche mese fa ero insicuro, a volte mi disprezzavo e non mi accontentavo di quello che facevo e a volte mi sembrava che i miei genitori non capissero il mio “problema”. Inizialmente l’ipnosi serviva per qualche ora e il giorno dopo l’incontro mi arrabbiavo con tutti per colpa dei miei compagni. In classe ero preso in giro, minacciato… e pensavo che non servisse molto scaricare le mie tensioni il giorno prima e ritrovarmi il giorno dopo con altre arrabbiature. Non andava bene. Alcune mie paure che avevo sin da piccolo stavo riuscendo, con l’aiuto del dottore,  a togliermele ed ero e sono ancora adesso felice di essermi tolto un peso di dosso. Dopo un po’ di tempo ho fatto delle sedute con il lettino armonico dove avrei provato delle sensazioni diverse, io durante queste sedute mi immaginavo delle scene del passato, del presente e del futuro. Io del futuro mi immagino sempre guerra e distruzione. Ma continuando a scaricare le tensioni ho imparato ad essere positivo infatti per un certo periodo di tempo avevo la “mappa” di quello che avrei recuperato a scuola anche se mia madre SEMBRAVA contraria a quello che pensavo della mia situazione scolastica. Passò un po’ di tempo (non tanto) ed ero più tranquillo,  riuscivo persino a far felice a parole (scritte) i miei amici quando erano tristi (grande traguardo perché qualche mese prima se tentavo di tirar su il morale ai miei amici finivo sempre per rovinare tutto). Grazie al Dott. W. Comello sono riuscito in pochi mesi a cambiare la mia vita in meglio e finalmente ho visto mia madre soddisfatta e orgogliosa di me e non solo lei, entrambi i miei genitori, i miei fratelli e anche il dott. W. Comello. Ero e sono molto felice e se mi arrabbio con qualcuno adesso gli chiedo subito scusa. Grazie ai miei genitori e grazie al Dott. W. Comello che mi hanno sempre aiutato.

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C’E’ SEMPRE TEMPO PER NASCERE ANCORA: DEPRESSIONE, ALCOL, SOLITUDINE AFFETTIVA

Quando da piccola giocavo ed osservavo le persone che all'ospedale venivano aiutate dai loro familiari a rialzarsi, fingevo di fare l'attrice e mi immedesimavo nella loro parte. Timida, paurosa, nascosta dietro alla presenza di mio padre. Non riuscivo a guardarlo negli occhi. La sua presenza autoritaria, di padre padrone, che però mi permise una vita dignitosa a livello economico, oscurava la mia anima, mi percuoteva, schiaffeggiava le mie idee e la mia crescita, ombreggiava il mio cammino. Liti, violenza fisica, violenza verbale. Vetri rotti. Male fisico, male morale. Parole non dette, parole urlate per farsi capire e da parte sua il mio nome: quella lì, come mai quella lì non parla, come mai quella lì, se vuoi vivere qui vivi alle mie condizioni altrimenti vai a vivere da sola … e lo feci. Tutt'ora urlo per farmi ascoltare. Privazioni di uscite adolescenziali con le amiche. Solo Chiesa, solo Messe, solo pranzi con la visione della Santissima Messa e guai se non ti facevi il segno della croce. Ecco: tanti silenzi di cuore. La mia voce non la sentivo. Il mio corpo cresceva con atteggiamenti timidi ed insicuri.  La paura di parlare mi faceva nascondere dietro di lui. Pranzi silenziosi, veloci, e poi il rifugio dietro di lui, accanto alla finestra. Fumavo di nascosto ignara della potenza dell'odore della sigaretta. Giù botte. Pazienza ora è passato. Nella mia nuova casa bevevo, mi rifugiavo nella mia tana e nel week end bevevo ed uscivo da sola con la speranza di incontrare qualcuno che mi salvasse. E mi rifugiavo in storie brevi e fugaci. E bevevo e fumavo. Uscivo dalla mia tana con la paura che gli altri scoprissero i miei segreti. Ero in un tunnel in cui mi piaceva non prendere responsabilità perché alla fine chi non conosce amore, ma solo imposizioni, si abitua ad uno stato di stordimento mentale … e la visione del mondo non ha colori.  Perché tu non conosci niente di te stesso, conosci solo le forme che ti hanno imposto di portare. I miei quadri colorati li vedevo quando annaspavo in uscite di gruppo, associazioni, trekking, corsi di aggiornamento. Poi il dolore ad ogni abbandono da nuove amicizie o amori visionari. Non percepivo il significato dei rapporti umani. Ero legata a loro come una ventosa, succhiavo ogni barlume di amore. Poi il dolore, poi la mancanza di comprensione alla mia mente ed al mio cuore, negli abbandoni immediati, nel mio corpo, dolore ingiustificato ... disumano. Allora bevevo e fumavo. Telefonate inopportune a pseudo fidanzati per capire il motivo dell'abbandono. Anche qui silenzi. Giocavo con la vita. E la vita alla fine mi regalò la mia guarigione. Una nuova compagna di vita, la mia malattia. Per due mesi ricoverata all'ospedale. Felice di ricevere visite. Mi chiedo ancora adesso come feci a non avere paura. Ero felice, la malattia mi aveva regalato accanto tante presenze. I miei famigliari, le mie amiche, l'attenzione dei dottori, ricevevo amore grazie alla mia nuova compagna di vita. La sclerosi multipla. Mi rimarrà sempre impressa quella figura di me bambina, fuori dall'ospedale: assistetti all'aiuto di una figlia verso la propria madre che non riusciva a camminare. Io da piccola mi vidi in quella vecchietta. Ero ancora ignara del rapporto Padre - Figlia, ma qualcuno al di sopra di me sapeva già.  Dopo la malattia non ritornai più a vivere nel mio rifugio. Ritornai a casa, con lo sguardo di mio papà benevolo nei miei confronti, disponibile ad aiutarmi a livello strutturale ed ospedaliero. Mai una parola di conforto, il suo gesto di ospitarmi era il suo modo di amare. Seguì una ricerca spasmodica di rimedi di guarigione, un'incontrollabile paura del male. Ogni segnale di malessere altrui, un campanello di allarme di malattia nel mio cervello. Iniziai diversi ed infruttuosi colloqui psicologici, psichiatrici, cure naturali, ricerche alimentari abbandonate a causa dell'impazienza e della mancanza di spazio personale a me concesso da parte di mia madre. Incomprensibile da parte mia la riuscita di allevare figli senza la consapevolezza che ognuno ha delle proprie potenzialità da sviluppare. Tutt'oggi Madre Chioccia. Psicofarmaci ed ansiolitici assunti a volte in modo inopportuno, perché la rabbia e l'impotenza di gestire una vita mia si ripercuoteva nell'anima in un dolore che forse avrei potuto sfogare gridando. Ansiolitici presi con maggiore frequenza all'atto di un incontro con una persona ancora estranea alla mia vita. Ansiolitici assunti in maggior dose all'inizio di una giornata di lavoro. Ansiolitici assunti in dose maggiore oltre alla prescrizione medica, nel momento in cui dovevo apprendere nuove nozioni al lavoro. Ansia da prestazione. Assunti in dose maggiore nel momento in cui la situazione familiare con mia madre non mi permetteva di volare, anche lei nella sua infinita bontà non mi permette di gestire la mia vita. Solitudine dell'anima, solitudine nel momento in cui non ricevi un invito ad uscire, dolore e dolore dell'anima.  Una brochure, una salvezza, una luce, un nome: Dottor Comello Walter. Una telefonata. Una mano familiare mi aiuta, andiamo non puoi continuare così. Non vedevo più la luce, non sentivo più la mia voce. Sempre più debilitata entravo in farmacia a mostrare la ricetta del medico con la prescrizione degli ansiolitici e degli antidepressivi sentendomi una drogata. Una presenza, un volto che ricordo sorretto dalle mie mani, la testa fra le mie mani, la disperazione che voleva uscire da me, le mie mani sì, ora mi mancano un po', mi sorreggevo il capo come se avessi dovuto sorreggere il mondo intero. Era mio dovere e premura prendermi carico di ogni fragilità sentimentale e quotidiana nelle persone che conoscevo. Ero in un giro vizioso. Dovevo curare la sofferenza degli altri, solo così potevo fare tacere le voci che erano in me e sentirmi meno sola. Stavo bene nella sofferenza. Il primo incontro con il Dottore in una conferenza, nella quale testimoniarono diverse persone. Lacrime di commozione all'ascolto di quanto raccontato dai pazienti, e tanta ammirazione da parte mia per chi riesce a fare del bene all'essere umano. Lui è diventato per me un Maestro che  mi ha insegnato e orientato sulla strada della mia vita.  Il primo appuntamento con il Dottor Comello: paura come se dovessi entrare in sala operatoria. Poche parole all'inizio. Non sapevo niente di me, perché ero lì su quella poltrona. Lo volevano gli altri. Io pensavo di vivere nel modo giusto, cosa vuoi che siano delle pastiglie. Non sapevo che esisteva l'orizzonte. Ero nella nebbia e non me ne rendevo conto. La sua pazienza, la sua calma, quanta calma, immensa calma nel lavoro che svolge. Il suo lavoro, la sua acutezza nel capire ogni sfumatura.  I primi periodi, difficoltà di comunicazione da parte mia. Malessere iniziale perché dentro di me iniziavo a trivellare. Leggevo e rileggevo le testimonianze, ed io? Piano piano, nel giro di pochi mesi, dico pochi mesi e furono tre, come lui mi disse nel primo incontro, dopo circa cinque sedute di ipnosi, iniziai ad avere progressi nel linguaggio, nell'introspezione. La mia predisposizione alla conoscenza si espandeva di giorno in giorno. Il desiderio di studiare, il desiderio di fare teatro, il desiderio di amarmi, il desiderio di leggere, di emozionarmi per ciò che prima non ho visto con i miei occhi, il desiderio di iniziare a vivere. Io ora sono viva. Prima ero una non vedente. Non c'è bisogno di spiegarvi come possa sentirsi una persona alla quale è stato ridato il dono della vista. Ora io sono in grado di commuovermi perché mi meraviglio di me stessa. Ora io capisco cosa voglia dire vivere. Vorrei poter non dormire per recuperare il tempo perso. Ora riconosco le differenze caratteriali nelle persone. Grazie all'ipnosi ho un maggior controllo nella gestione delle emozioni, delle paure, della giustizia che in questo mondo sciopera sempre di più. Ora riconosco che non voglio più farmi compatire. Non è un lavoro la mia vita. Prima era un supplizio, ora è una gioia, prima giocavo con le mie debolezze per farmi volere bene, ora cerco le mie ricchezze per farmi volere bene. Grazie al Dottor Comello. Dopo mia mamma, a lui devo la VITA. 

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IL CUBO DI RUBIK: INSONNIA E RAPPORTI FAMILIARI APPARENTEMENTE IRRISOLVIBILI

Ammetto di essermi rivolto al Dottor Comello con un po' di pregiudizi poiché non volevo proprio parlare con uno psicologo solo del fatto che non riuscivo a dormire. Naturalmente dovetti ammettere, nel corso della terapia, che questo non era che la punta dell’iceberg. Una mia amica ha fortemente insistito garantendomi la soluzione al problema. Così ho iniziato a incontrarmi con lui settimanalmente e da subito ho instaurato un bel rapporto, trovandomi a mio agio e sentendomi libero di parlare di qualsiasi cosa. Ciò che mi preoccupava di più, data la materia a cui mi accingevo, era che il dottore potesse intromettersi nel mio rapporto con la fede e il percorso spirituale da me fatto nel corso degli anni. Da subito il Dottor Comello mi chiese quali fossero le cose che mi disturbavano maggiormente nella mia vita. Io conoscevo benissimo le mie difficoltà, ma ero sicuro che non si sarebbe potuto fare nulla poiché ormai erano situazioni incancrenitesi negli anni. Con mio immenso stupore e solo dopo alcuni incontri, parlando in generale senza mai "sviscerare coscientemente" i problemi e quindi senza rivivere dolorosamente situazioni passate, mi sono trovato ad aver superato improvvisamente la situazione che mi aveva tenuto legato per tutta la vita: il brutto rapporto con mia madre. Non so come, ma mi sono trovato improvvisamente a vedere i problemi da un altro punto di vista e, di conseguenza, a sentirmi leggero e liberato da un fardello insopportabile. Ho iniziato a non prendere più il sonnifero, e solo dopo un paio di notti un po’ travagliate…ho ripreso a dormire!!! E non solo la notte…anche nei pisolini pomeridiani! Per usare una metafora sulla mia vita e i rapporti ammuffiti che avevo, è come se mi fossi rivolto al Dottor Comello con un cubo di Rubik tutto incasinato, con le facciate in disordine. Durante i nostri incontri il Dottore mi ha aiutato a rimettere tutte le caselle a posto, senza aggiungere né togliere nulla alle mie esperienze, mossa dopo mossa, in modo tranquillo ma inesorabile, restituendo armonia al cubo intero, giungendo ad avere per ogni faccia del cubo il colore uguale!  L’altro problema, il rapporto con mio fratello, si è risolto in un altro modo. Pur continuando con gli stessi incontri, col Dottore ho fatto un percorso di guarigione: lasciar stare le cose che feriscono, guardare avanti senza avere debiti o crediti col passato e puntando sulle cose belle che la vita mi offre quotidianamente. San Paolo sostiene "Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti” (Rm 12,18). Ho compreso perciò come sia inutile dannarsi per situazioni inamovibili. Mi ha aiutato tantissimo anche il percorso fatto con il Piano Armonico, che ha maggiormente evidenziato le cose positive e ha accompagnato il lavoro fatto con il Dottor Comello. L’ipnosi ha poi messo il sigillo su tutto e sento che mi ha aiutato a fortificarmi e a purificare ciò che prima mi aveva intossicato. Ho capito che posso farcela, che devo vivere liberamente la mia vita senza farmi condizionare dalle cose brutte. Ho più fiducia in me, nella possibilità di saper dire anche dei no senza sentirmi in colpa, mi concedo i momenti di rabbia e li posso ridimensionare.  Tutto ciò potrebbe suonare ovvio, e forse lo è per chi non ha lo sesso problema, ma ora ne sono consapevole e l’ho fatto diventare mio. Kahlil Gibran ha scritto “L'ovvio é quel che non si vede mai, finché qualcuno non lo esprime con la massima semplicità”. Ecco, grazie al Dottor Comello, oggi ho in mano anche questo e lo do per scontato, ma se me l’avessero detto agli inizi dei nostri incontri …non ci avrei mai creduto! Quindi…W la serenità, W la felicità e W la vita!!!       

                                        C. 53                                                                                                

DA UN OCEANO BUIO ALLA MAGIA DELLA LUCE

Ricadere nel buio nel vuoto per l’ennesima volta. Fare uno sforzo per non rimanere inchiodati su un divano, o in un letto, per non affogare del tutto in quel nulla, come un naufrago nell’acqua, lasciandosi andare nel vuoto, lasciandosi annegare. Nella disperazione del momento, nel non avere nulla da perdere avendo perso se stessi nel nulla, nella speranza di andare oltre a se stessi per ritrovarsi, cogliere l’opportunità che il fato ci pone davanti agli occhi, quasi inconsapevoli di ciò che accade in mezzo a quell’immenso nulla, aggrappandosi istintivamente ad un ramo in mezzo a quell’immensa distesa d’acqua. E’ cominciata così. Inconsapevole, all’inizio, lasci che quella voce ti guidi verso quel sonno vigile, nel quale, a poco a poco ritrovi nel caos del nulla ogni piccolo pezzo di quel puzzle scomposto della tua immagine, di ciò che tu pensi di essere, e con sacra pazienza lo ricomponi, ma quando la rivedi, quell’immagine, non ti riconosci perché in quel caos hai trovato altre parti di te che non sapevi di possedere, si sono incrinate, tuo malgrado, barriere che conoscevi e quelle che non sospettavi. Una sensazione di inadeguatezza di incapacità ti pervade e ricadi nel buio, delusa da te stessa. E non sarà l’ultima caduta.  Pensi persino di mollare perché a volte diventa frustrante, ma poi non lo fai. In un barlume di saggezza e di accettazione di te stessa scrivi: “Se fossi diversa da ciò che sono sarei qualcun altro / Se diventassi diversa da ciò che sono, forse, sarei me stessa”. E così ti lasci ancora guidare nei meandri oscuri e profondi di te ed ogni seduta diventa la tappa di un cammino sempre più ignoto, vorresti conoscere cosa ti aspetta dietro l’angolo, ma così non è. Impari cosa sia la fiducia. A volte ti senti annichilita, in quel cammino, in preda a sensazioni di paura, terrore ed immobilismo, perdi l’equilibrio e non sai più chi sei o dove sei. Ci vogliono giorni per ritrovare un minimo di stabilità. Ogni certezza vacilla, ogni sensazione si acuisce in un movimento tanto rapido da diventare immobile. Hai la sensazioni che non sfuggirai mai a quelle scatole cinesi che non finiscono mai. E distruggi, cerchi di proteggerti e ricadi nel baratro, annaspi ti aggrappi e risali trovi un altro appiglio e tutto ricomincia.  Come in un immenso oceano pensi sempre che la prossima zattera, barca o nave sia la tua meta perché ti porterà in salvo verso la terra ferma, ma è solo una pausa di ristoro per poi ricadere nuovamente nell’acqua sempre alla ricerca della terra ferma. In questo peregrinare senza meta scopri tutto un mondo di immagini e parole, scopri la loro intensità, il loro potere, la loro forza per te, assumono il ruolo di messaggeri della tua anima intrappolata nel buio, impossibilitata ad esprimersi in quella gabbia circondata dal vuoto e soggetta a continuo controllo. E così dal buio dell’abisso la tua anima riesce ad esprimersi, ad alleggerirsi salendo piano piano, e tra mille paure, verso la luce anche se, forse, neanche te ne accorgi, presa dalla tua lotta nel difendere le barricate, ma, forse, neanche di questo hai piena coscienza. Giudice e guardiani, quelle parti deputate al controllo, devono riconoscere al mago ed alla sua magia la capacità di distrarli dal loro ruolo, utile un tempo e nefasto nel tempo, bypassandoli alla ricerca di quei meccanismi tanto nascosti quanto subdoli che ti hanno portato a non sopportare alcun contatto fisico, ad odiare il tuo corpo fino a non percepirne alcune parti, ad amare l’impossibile per paura di amare e morire, negandoti qualsiasi possibilità di amare, chiudendoti sempre di più in te stessa, oppressa dalle ossessioni in un apparente tranquillità, in un mondo buio e soffocante in un abisso nero dal quale uscire sempre più raramente. L’anima ringrazia il mago e la sua magia per averle dato la percezione di esistere, l’opportunità di esprimersi, la possibilità di comunicare, la sensazione di essere ascoltata.

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AUTOSTIMA PER REALIZZARE LA VITA CHE DESIDERO

Ho cominciato la psicoterapia con l'ipnosi qualche mese fa dopo aver seguito una conferenza del Dott. Comello sull'argomento. Cercavo qualcosa o qualcuno che mi aiutasse a risolvere i problemi d'insicurezza e questo sembrava al caso mio. Ho 55 anni e dopo varie vicissitudini mi sono ritrovata senza un'occupazione fissa, con lavori saltuari e precari, senza compagno e con una vita sociale scarsa. Ho ricominciato da zero e più di una volta ho pensato che non ce l'avrei fatta, ma con la terapia poco alla volta ho ripreso le redini della mia vita. Spesso mi sentivo inadeguata e impaurita ad affrontare i problemi e incapace di reagire alla mia solitudine e alla mia angoscia. Ho iniziato l'ipnosi convinta che mi avrebbe aiutata e così è stato. Sono più equilibrata, più fiduciosa e riesco ad affrontare le situazioni "negative" in modo diverso, quasi in maniera più distaccata, non lascio più che diventino paranoie. L'ipnosi mi ha aiutata ad trovare l'autostima e ho capito che i miei malesseri erano dovuti ad una percezione sbagliata che avevo di me stessa. Ora, grazie all'aiuto di questa terapia, sono certa riuscirò a realizzare i miei progetti e a raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissata.

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L’ENTUSIASMO DEL CUORE: ANSIA E ATTACCHI DI PANICO

Eccomi qua, mi chiamo R., ho 55 anni e ho trascorso gli ultimi 5 a combattere uno stato ansioso che ha condizionato in modo totale la mia vita. Cinque anni fa il primo devastante attacco di panico, di notte, mi sembrava di morire, di corsa all’ospedale, sembrava un infarto ed invece era “solo” un attico di panico. Da quel giorno la mia vita è cambiata, il mio livello di ansia era tale che qualsiasi cosa, per altri normale, per me era un pericolo. Correre, nuotare, discutere, fare l’amore, tutto ciò che aveva a che fare con le emozioni e con il mio battito cardiaco, la mia testa lo amplificava per farmi cadere in uno stato di allarme accelerando il battito cardiaco al massimo e pertanto creando in me paura. Che fare? Si comincia con il proprio medico di base, qualche goccia di Lexotan e via. Ma dopo un po’ le gocce non bastano più. E allora di corsa da uno psichiatra che prontamente mi prescrive alcune pastiglie, ma di fatto niente, il problema persiste. Ho dovuto lasciare incarichi importanti sul posto di lavoro non essendo in grado di sostenere una discussione; ad ogni controversia il mio cuore partiva all’impazzata e io dovevo scappare per non morire. Comincio con lo psichiatra una nuova terapia di Serupin e devo dire che questo farmaco mi ha aiutato e per tre anni ho vissuto una vita più o meno normale. Poi è arrivato il momento di scalare le pastiglie da 1 e ¾ a ½ a ¼   … e il male oscuro si ripresenta come prima. Che sconforto, che rabbia, si ritorna all’inferno. Poi una mia amica mi parla molto bene del Dottor Walter Comello e della sua terapia di Ipnosi. Niente medicinali e tanta umanità. Bene, proviamo anche perché non potevo più nascondermi dietro quelle pastiglie, rivolevo la mia vita. Così si inizia, esattamente il 10/01/2016. Dalla prima seduta si capisce che c’è qualcosa di diverso, la sala d’attesa viene condivisa con tutti i pazienti ed è lo stesso dottor Comello ad accoglierti chiamandoti per nome. Ti accompagna con la sua voce che ti tranquillizza e ti guida. Ogni seduta è un viaggio nel nostro inconscio, si prende sempre più fiducia, e come dice il dottor Comello diventiamo più consapevoli di noi stessi e delle nostre azioni. Bene, non ho ancora terminato mio percorso, solo dopo tre mesi di terapia vi posso garantire che io sono cambiato e le mie ansie sono sparite.  Lavorerò ancora per rendermi sempre più forte. Mi sento molto più brillante e più sicuro di quel R. che una volta conoscevo e che l’ansia aveva oscurato. Mi stupisco ogni giorno di quelle piccole e grandi cose che senza pensarci e soprattutto senza batticuore riesco a fare. Ora posso vivere le mie emozioni senza paura, il mio cuore batte ma di felicità non più per paura. Il mio viaggio con il dottor Comello continuerà e spero che anche voi possiate intraprenderlo per poter vivere appieno la vostra vita. Un abbraccio a tutti.

                                                          R. 55

TERAPIA DI COPPIA: FUORI DA UN POZZO DI SOLITUDINE

LEI: UN MANO SULLA PORTA

Non parlo neanche più con mio marito, sento solo le sue critiche a tutto quello che sono e faccio;  dapprima lo sprono a  reagire alla sua apatia sempre più allargata, è pieno di rabbia e  rancore, io lo insulto, mi sento lasciata sola a tirare la barca, poi,  semplicemente, lo metto da parte. Le ansie si confidano solo con altri,  io tiro dritto, col lavoro, i miei hobby, le decisioni sui figli le  prendo da sola, le poche serate a casa sono un pozzo di solitudine  reciproca. Poi una notte dormo da un'amica, stanca delle sue critiche, e  lì si arrabbia, terrorizza le mie amiche, arrivano allucinazioni di  sedicenti guru che vogliono portarmi via dalla famiglia, i figli  crollano nella scuola, gli tiro un pugno, dimagriamo a vista d'occhio,  il tappo è saltato. Emergenza. Proviamo un consulto di coppia, ogni  15 giorni, sembra che si stemperino un poco i toni, ma restiamo nel  casino, lui non si fida, non molla il controllo, io ho paura ma decido  di restare, con una mano sulla porta. Non posso far vedere ai miei  ragazzi che il papà è distrutto e la mamma se la fila sul più bello, eh  no, non gli abbiamo raccontato balle tutti questi anni, sulla famiglia,  la lealtà, il cuore... Ma stiamo sul fondo dell'oceano boccheggianti...  Una cara amica mi raccomanda il Dottor Comello che ha visto in conferenza  qualche mese prima, mando una mail disperata, è inizio novembre, dopo  tre giorni ci chiamano dallo studio, dopo altri due abbiamo  appuntamento. Entriamo e ci viene incontro, ci vuole ascoltare  singolarmente, dal primo momento sento che i pesi e le forze sono  redistribuiti nella coppia, non dà ragione a nessuno, sostegno a  entrambi. L'aria che si respira entrando, gli sguardi franchi e gentili, i pochi consigli, pacati ma decisi, l'invito a stare focalizzati su di  noi e sul presente, la fiducia che ci infonde, l'una nell'altro.... Una settimana dopo l'altra ci sono enormi progressi nel rapporto, in casa si  ricomincia a leggere, a parlare, i figli tirano un grosso sospiro, sono teneri con me e di nuovo aperti; in meno di due mesi, è ancora gennaio, ma da noi è già piena primavera: rifiorisce il senso del nostro legame,  come agli inizi, ma molto meglio, è tutto più profondo, più  appassionato, più compiuto; la gioia ritrovata dello stare insieme, la condivisione delle cose semplici, uno sguardo complice a tavola, oggi  siamo felici, punto. Credo che l'ingrediente magico che il Dottore  usa nelle sue alchimie sia l'interesse profondo e stupefatto che egli  nutre per l'essere umano, qualcosa di più di uno sguardo antropologico e  professionale per i suoi assistiti, io ho sentito davvero un "moto  dell'Anima", e di questo lo ringrazio profondamente, sinceramente, da cuore a cuore.

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LUI: GELOSIA E SENSO D’ABBANDONO

La crisi nel nostro matrimonio ha origini lontane: famiglie d'origine, frequentazioni e tentativo di alleggerire il tutto tramite consumo eccessivo di marijuana. Siamo arrivati in terapia entrambi convinti che fosse il proprio coniuge a dover essere curato ma strada facendo, ci siam resi conto di quanto lontani e "malati" eravamo diventati. Io provavo rabbia, disperazione, gelosia e senso dell'abbandono. Vedevo la mia persona, i nostri figli e la nostra casa tristi ed abbandonati e condannati a chissà cosa. L'idea di andare in terapia è stata mia, cosa che ha stupito mia moglie perchè da sempre restio e prevenuto: siamo andati ad un paio di sedute da un buon professionista ma a noi serviva un ottimo dottore. La mia sposa, in una delle tante sere di rabbia e disperazione ha trovato quasi per caso il sito internet del dott. Walter Comello e ha deciso di contattarlo via mail. La risposta è arrivata subito e siamo stati invitati per una seduta da lì a pochi giorni. All'inizio, andavamo in terapia singolarmente, mezz'ora a testa, breve ma concentrato, perfetto per la mia innata impazienza. Il dottore ci ha proposto  un test attitudinale, una roba a risposte multiple che un po' ricorda quello della visita militare: mi ha intrigato e ho riposto in modo rapido ma estremamente sincero. Due dei tanti "insegnamenti" potrei dire, del dott. Comello, dettatici in terapia comune, mi hanno davvero colpito: le parole sono semi e la mente è terra, cattivi semi germineranno cattive piante, bisogna stare attenti alle parole che lasciamo entrare nella nostra coscienza più profonda. E anche:  il passato non si può cambiare e il nostro presente non deve dipendere dal ciò che è stato, la realtà è che il nostro futuro dipende dal nostro presente:  accantona il passato e vivi un buon presente in modo da avere un buon futuro. Prima e durante la terapia, contattavo e frequentavo amici e parenti miei e di mia moglie per cercare aiuto e sfogarmi: mentre all'inizio erano più i danni che il giovamento, ad un certo punto, verso la terza o quarta seduta, queste telefonate e/o chiacchierate hanno iniziato a cambiare senso ed effetto: ho capito di dover lavorare profondamente e duramente su me stesso, che ero caduto in un profondo torpore che offuscava qualsiasi cosa io facessi e pensassi, ho capito che mi dichiaravo mancante su tanti lati ma in realtà incolpavo mia moglie di tutti i nostri problemi. Il dott. Comello ci dava dei compiti e ci invitava a scegliere e seguire un'attività comune. Così facendo, abbiamo ricominciato a divertirci insieme, e i momenti belli erano talmente potenti da liberare subito la mente da quelli più duri. Preso da questo entusiasmo, provavo a scacciare un cattivo pensiero, pensando a cosa potevo fare di ancora più positivo con la mia sposa: funzionava e così facendo, vedevo reattiva, felice e intraprendente anche la mia Lei. Oggi mi sento più felice e rilassato, determinato e sicuro di me e di noi.  Mi sento sereno e tale sono nella vita e con i figli con i quali ero più paranoico che paterno, se parlo della loro mamma, ne parlo dei pregi e di quanto è bella ed importante: anche questo contribuisce a farmi vedere, costruire e conservare la  serenità della nostra coppia. Se mi si presenta davanti un problema, nella vita e nel nostro meraviglioso matrimonio, giunto a compiere presto 15 anni, penso prima ad analizzarlo e poi a come affrontarlo. Cerco calma e positività e vedo la nostra unione  cambiata, riformata e ricostruita, forte come non mai, con un buon presente ed un ottimo futuro.

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EMICRANIA PER EVENTO TRAUMATICO

Sono una donna di 39 anni della provincia di Asti e ho sofferto di cefalea muscolo tensiva per 15 anni. Soprattutto a seguito di un evento traumatico (rapina a mano armata) che ha cambiato la qualità della mia vita. Il mal di testa mi costringeva a rimanere chiusa in casa al buio con forti nausee per giorni. Sono stata in cura presso diversi centri specializzati di cefalea, curata sempre e solo con farmaci di ogni tipo  (betabloccanti, psicofarmaci, antiepilettici…). I risultati sono sempre stati periodici e di breve durata. I mal di testa mi hanno assalita anche durante la gravidanza, tali da dover assumere farmaci nonostante la mia condizione. Ho comunque tirato avanti fino all’anno scorso quando i miei mal di testa sono degenerati, aumentati di intensità e mi hanno portata a diversi interventi del 118 e anche a un ricovero per pulire sangue e fegato. Esausta e senza aver risolto la situazione sono venuta a conoscenza del dott. Comello e degli effetti benefici dell’ipnosi sul mal di testa. Scettica, perché ho provato di tutto per guarire le mie emicranie, ho cominciato questo percorso. Lui era sicuro di potermi guarire; e cosi è stato. Per avere i primi riscontri ci sono voluti due mesi di terapia e non so neanche io come l’intensità e la frequenza dei mal di testa sono diventati sempre più sporadici. Fino ad arrivare a non averne quasi più e soprattutto senza assumere farmaci. Anche nei momenti di scoraggiamento il dott. Comello è riuscito a darmi forza e speranza per arrivare alla fine del mio percorso felice e vincitrice.

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DALLA SINDROME ANSIOSO-DEPRESSIVA ALLA SERENITA’

Mi sono avvicinato all’ipnosi su consiglio della mia psicoterapeuta, dopo tante esperienze provate. Il mio problema era di carattere ansioso-depressivo. Attraverso l’ipnosi ho scoperto dentro di me una forza che non credevo di avere. Piano piano mi sono riscoperto e ho iniziato ad affrontare la vita in un altro modo, imparando che anche l’ansia e la depressione possono essere degli alleati per affrontare i cambiamenti della vita. Fino a quel momento li avevo sempre combattuti e non riuscivo mai a mandarli via. Attraverso l’ipnosi piano piano li ho accettati e ho trasformato l’ansia in una forza nuova, vitale. All’inizio è stato difficile, perché in me c’era tanta rabbia e ne avevo paura, ci sono stati dei giorni in cui riemergevano vecchi rancori e vecchie angosce, ma poi piano piano sono andate via. Con il passare dei giorni mi sono visto allo specchio più luminoso e con lo sguardo non più spento. Adesso convivo con me più serenamente e non m’incolpo sempre di tutto. Adesso so che posso affrontare meglio il mio percorso verso la serenità e chissà forse la felicità. Ringrazio il Dottor Comello per il valido aiuto che mi ha dato.

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