Testimonianze 13

IN QUESTA AREA DEL SITO

Alcune testimonianze che raccontano storie di uomini e di donne che hanno avuto il coraggio di affrontare le proprie paure e sconfiggere il disagio, la malattia, a volte la morte.
Brevi frammenti di storie di eroi di tutti i giorni che hanno accolto l'invito a fare della propria esperienza di vita, di dolore e del lavoro insieme, uno stimolo a non arrendersi mai e a cercare, volere sempre una soluzione. Un dono a chi legge, un esempio della meravigliosa sensibilità dell'animo umano.
A loro il mio ringraziamento personale per aver voluto condividere ciò che abbiamo vissuto insieme e che nel tempo ci unisce.

 

Le testimonianze sono firmate con l'iniziale del nome e gli anni al momento dell'invio del testo.

INDICE - TESTIMONIANZE 13

  • Malessere, dallo scetticismo alla soluzione
  • Paura di morire, strada giusta
  • Endometriosi, a volte per non essere mamma
  • Emicrania, dopo una vita il sorriso è finalmente comparso sul mio viso
  • Anoressia, depressione, cistite, insicurezza ... F. sei stata davvero brava!
  • Una donna nuova che ha sconfitto i suoi demoni
  • Dopo 14 anni la sua testimonianza dagli Stati Uniti
  • Prostatite, rabbia e autostima
  • Trauma cranico, testimonianza di un papà
  • Preparazione al parto e ipnosi

MALESSERE, DALLO SCETTICISMO ALLA SOLUZIONE

Rivolgo queste poche righe a chi come me si avvicina all’ipnosi per la rima volta, non senza riserve e dubbi. Doveroso da parte mia fare una piccola premessa prima di descrivere l’esperienza da me vissuta. Essendo io una persona alquanto logica e razionale, il mio approccio è stato piuttosto scettico e prevenuto sui presunti risultati che avrei ottenuto. Mi sono avvicinato a questo tipo di trattamento per risolvere delle problematiche che mi davano uno stato di malessere generale, come ansia, depressione, stress e difficoltà a vivere il presente, con il risultato di essere o proiettato nel futuro (quindi stress) o vivere nel passato (quindi depressione). Ho cominciato a convivere con questo malessere pensando, sbagliando, che fosse normale. Dopo pochi mesi di trattamento ho preso coscienza che qualcosa fosse cambiato, non quello che mi circondava, ma bensì io! Ora posso sostenere di affrontare la vita e viverla in maniera alquanto diversa. L’improbabile è diventato possibile. Rivolgo un grande ringraziamento al Dottor Comello per l’ottimo risultato ottenuto.

                           A. 51

PAURA DI MORIRE, STRADA GIUSTA

Dopo quasi dieci anni in cui, a seguito di un problema di salute, la mia vita è stata condizionata da continui attacchi di panico, oggi, dopo quasi un anno di ipnosi, mi sento libera, o quasi da questo incubo. “Quasi” perché un paio di volte ultimamente mi sono svegliata in piena notte con la sensazione che potesse di nuovo accadere. E’ stato diverso però, si è risolto naturalmente al solo pensiero che tutto questo è il mio passato e questa zavorra ormai non mi serve più. Quindi sono positiva, vado avanti per questa strada con la certezza che sia quella giusta.

                        E. 47

ENDOMETRIOSI, A VOLTE PER NON ESSERE MAMMA

E’ difficile spiegare cosa succede quando la tua malattia si sostituisce a te. Lo si capisce solo provandolo, ma non basta; lo si capisce una volta guariti, una volta che tu torni ad essere e la malattia sta relegata nel suo piccolo, giusto spazio. A me è successo: prima mi sono ammalata e poi sono diventata la mia malattia. Iniziano tutte e due con la lettera E: E. non c’era più, c’era Endometriosi al suo posto. Una malattia subdola, che ti costringe a rallentare il passo e intraprendere un cammino fatto di incertezze, paura, esami, specialisti, interventi chirurgici e (non)cure, una malattia che, nel mio stadio, ha intaccato altri organi, la mia femminilità, ha aderito alla mia anima. E’ proprio a questo punto che inizi ad accorgerti che non va bene: quando inizi a spegnerti e ad annullarti, quando dimentichi desideri e bisogni e vai avanti condizionata dalla tua malattia. Per pura casualità mi sono rivolta al Dottor Comello. Senza capire perché, senza rendermi ben conto di cosa mi stava succedendo, per istinto e per fortuna, ho cercato aiuto; ma non pensavo che invece sarei guarita dall’endometriosi. Le prime volte, chiedevo soltanto che mi aiutasse, dopo anni, a non sentirmi più malata, poi ho iniziato a sentirmi meglio anche sul piano fisico, poi ho capito quanto mi ero complicata la vita per sfuggire a verità scomode da ammettere. L’endometriosi è stata la risposta del mio corpo nel momento in cui mi sono fatta la richiesta di diventare mamma. Una condizione che, in quel momento e in quelle circostanze, in realtà non faceva per me; so cucinare bene, ma non vorrei fare la cuoca… so che sarei stata una brava madre, ma non mi sono mai vista con il pancione o un passeggino da spingere. La verità è che queste immagini mi procuravano un po’ di angoscia, evidentemente più forte del desiderio. Oggi, non ho più paura a dire questo. Oggi, scrivendolo, ne sorrido, con tenerezza verso di me. Oggi, posso dire grazie all’amica che, arrivata dal nulla, mi ha indirizzata in questo percorso, e avere una grande riconoscenza nei confronti del Dottor Comello, che mi ha guidata, ed essere anche grata a me stessa, per averci creduto e non aver desistito. A chi lo vorrà intraprendere sappia che non sarà un percorso facile: ore di viaggio, costi che vanno a sommarsi a tutti i soldi già spesi per la malattia (eh già! Perché l’endometriosi è anche molto dispendiosa!), permessi dal lavoro, discussioni con chi non capisce e non ci crede…difficoltà pratiche che affaticano e ti fanno venire voglia di abbandonare. Ma inizi a stare così bene, senti che ti fa del bene e intuisci che si tratta del tempo, della fatica, dei soldi meglio spesi in tutto il tuo percorso di malattia o meglio, di salute! Ancora una cosa, quando vi parleranno di parole, di semi e di terra… è proprio così, credeteci! E non solo, io sono convinta che semi piantati tempo fa, nel mio terreno, dovranno ancora germogliare e ne raccoglierò frutti ancora per molto tempo!

                  E. 44

EMICRANIA, DOPO UNA VITA IL SORRISO E' FINALMENTE COMPARSO SUL MIO VISO

Sono giunta dal Dottor Comello sei mesi fa, come “ultima spiaggia”, dopo anni di sofferenza per il mio mal di testa e tanti tentativi falliti. Ho 29 anni e fin dall’età scolare ho sofferto di cefalea muscolo-tensiva a cui negli anni si sono aggiunti episodi di emicrania molto invalidanti, che perduravano per diversi giorni, anche una decina o più, costringendomi a stare coricata e a rinunciare a tante cose. Ho vissuto per anni con un “cerchio alla testa” quasi quotidiano e con la paura di svegliarmi al mattino e sentire già comparire il mal di testa. Per alleviare il dolore ho assunto tanti analgesici e, per gli attacchi più forti, farmaci specifici a base di triptani. Mi sono rivolta più volte al centro cefalee di Asti e a neurologi privati che hanno sempre “liquidato” il mio problema a fattori ereditari (perché in famiglia mamma, zia e nonna hanno sofferto di emicrania), dicendomi chiaramente che il mio mal di testa era un “qualcosa” che mi sarei portata dietro tutta la vita e che l’unica soluzione possibile sarebbe stata iniziare una cura preventiva con un anti-depressivo. Io mi sono sempre rifiutata pensando che quella non fosse la soluzione giusta e, di testa mia, ho sempre cercato cure alternative come agopuntura, auricoloterapia, terapia cranio-sacrale, terapia Lorenz, traendone però dei benefici solo lievi e temporanei. Un giorno, parlando con una mia collega, sono venuta a conoscenza dell’utilizzo dell’ipnosi nella cura del dolore e così ho iniziato una fitta ricerca su internet per documentarmi, fino a quando mi sono imbattuta nel sito del Dottor Comello e, leggendo le varie testimonianze, ho iniziato a pensare che forse potesse fare al caso mio. Tuttavia, ho lasciato trascorrere ancora diversi mesi, frenata dal mio carattere molto riservato e spaventata dall’idea di dover andare da uno psicoterapeuta, mai avrei pensato di doverci andare nella vita. Poi, a distanza di un anno, esausta, ho preso finalmente il coraggio di mandare una mail per chiedere un appuntamento e poche settimane dopo mi sono ritrovata in sala d’attesa, agitata e un po’ scettica, ad aspettare il mio turno. Ero agitata perché non sapevo cosa aspettarmi, ma nello stesso tempo sicura e decisa nel voler cambiare la mia condizione. Non ne potevo più. Non volevo più essere prigioniera del mal di testa. Il primo impatto col Dottore è stato positivo e ciò che più mi ha colpita è stata la sua rassicurazione sulla mia possibilità di guarigione, per lui certa. Ricordo ancora quando mi disse che il mio mal di testa non era un fatto ereditario, ma piuttosto un comportamento che io avevo evidentemente appreso da piccola e fatto mio e che con l’ipnosi sarebbe stato possibile agire sulla mente per resettare tale schema. Ecco, questo mi è parso fin da subito un valido motivo per procedere con questo nuovo tipo di terapia! Ho scelto quindi di fidarmi e di iniziare un percorso settimanale. Durante le prime sedute ci sono state delle brevi chiacchierate di conoscenza volte a trovare la causa del mio mal di testa e poi da lì è iniziata la vera terapia con l’ipnosi, alternata con quella neurosensoriale con il piano armonico. Durante ogni seduta riesco a raggiungere un sempre più profondo stato di rilassamento e di benessere che, una volta uscita dallo studio, porto con me a casa, insieme ai preziosi consigli del Dottore. Silenziosamente qualcosa è iniziato a cambiare e io ad essere sempre più fiduciosa, vedendo gli attacchi di mal di testa diminuire per intensità e frequenza, fino ad arrivare a trascorrere intere settimane senza alcun dolore! Non mi sembra ancora vero! Mi sono sentita finalmente libera dopo anni. Il mio umore è decisamente migliorato, le mie giornate si sono “alleggerite”, il mio appetito è aumentato e il sorriso è finalmente tornato sul mio viso. Dopo tanto tempo mi sto sentendo bene, con una nuova voglia di fare e una maggiore consapevolezza di me stessa.

                   G. 29

ANORESSIA, DEPRESSIONE, CISTITE, INSICUREZZA ... F. SEI STATA DAVVERO BRAVA!

Due anni fa, quando ho deciso di affidarmi al Dottor Comello, ero una persona che si amava e si accettava con molta fatica. Mi sentivo costantemente nel bel mezzo di una tempesta; non possedevo gli strumenti necessari per riuscire a lasciarmi alle spalle i postumi di un’adolescenza caratterizzata da comportamenti anoressici ed autolesionistici, non riuscivo a stimare me stessa indipendentemente dall’approvazione dei miei genitori e del mondo esterno. La mia forte insicurezza si traduceva spesso in scontri verbali, in crisi di pianto, in stati d’animo schiaccianti e soprattutto nella costante messa in discussione del mio modo di essere e di pensare. Il passo più nocivo contro me stessa credo di averlo fatto nel momento in cui, a seguito di molteplici tentativi di terapia falliti, ho pensato che non sarei mai venuta a capo delle mie disarmonie, che i pensieri negativi facevano parte di me dalla nascita e che la mia predisposizione alla depressione sarebbe sempre stata d’ostacolo alla mia felicità. Il mio conflitto interiore tra la consapevolezza dei traguardi raggiunti e la mia incapacità di attribuirmene i meriti e di gioirne non faceva altro che rafforzare questa mia credenza. Le sedute di ipnosi hanno iniziato ben presto a dare i primi risultati; dai piccoli gesti della quotidianità ho iniziato a prendere coscienza dell’importante cambiamento che si stava concretizzando. È stato rassicurante rendermi conto che quando incontravo un ostacolo sul mio cammino, succedeva qualcosa di diverso rispetto al passato: i problemi non sembravano più delle montagne insormontabili. Sentivo crescere in me la capacità di affrontare i problemi con maggiore sicurezza; mi sentivo più fredda, talvolta addirittura più cinica nell’affrontare le difficoltà. È stato un grande traguardo liberarmi di quel vortice di malinconia, angoscia e tristezza che era solito avvolgermi nella quotidianità. Ho iniziato a riservare la sensibilità e la profondità che mi hanno sempre contraddistinta a ciò che davvero per me le meritava, trasformandole da limite a risorsa e, contemporaneamente, ad alleggerire tutto il resto. Le parole che il Dottor Comello mi ripeteva durante le sedute di ipnosi, diventavano concretezza durante le mie giornate: “ti sentirai forte e sicura come il tuo braccio e determinata come il tuo pugno”. Così mi sono sentita forte, mi sono liberata di tanti di sensi di colpa, con i quali convivevo da anni. Con il tempo ho preso coscienza delle mie capacità, mi sono osservata con occhi diversi, mi sono piaciuta e mi sono accettata. Le sedute di piano armonico, che dapprima hanno scosso il mio animo e poi hanno portato ordine e chiarezza, mi hanno insegnato ad apprezzare la lentezza, ad ascoltare il mio respiro e ad abbandonare il mio corpo ed il mio spirito ad uno stato di benessere e di quiete. In due anni di psicoterapia sento di aver raggiunto tanti traguardi. Grazie all’ipnosi ho imparato a credere in me stessa e a selezionare con cura le persone che volevo vicino, libera dalla paura di rimanere sola. Ho imparato a fidarmi e a non aver paura di lasciar entrare nella mia vita l’uomo che oggi è mio marito. Ho affrontato e superato il disagio delle cistiti ricorrenti, che da anni mi facevano visita quasi ogni mese. Ho reagito alle pressioni lavorative che da tempo mi facevano soffrire. Ho tenuto testa a ciò che questa mia ribellione ha comportato. Ho trovato la forza e la lucidità necessarie per accompagnare fino alla fine una delle persone più importanti della mia vita. A chi leggerà queste parole e si ritroverà in qualche cosa, voglio dire che il farmaco non è la soluzione ad ogni tipo di dolore e che dall’anoressia si guarisce, diventando persone più forti. Oggi amo il cibo e mi piace cucinarlo per trasmettere amore agli altri. Sono fiera di ciò che sono, degli obiettivi che, nonostante le difficoltà, ho sempre raggiunto mettendoci cuore e determinazione. Sono entusiasta di aver deciso, insieme a mio marito, di trasferirmi all’estero e di vivere questa nuova esperienza. Sarò sempre grata al Dottor Comello per avermi dato l’aiuto di cui avevo bisogno per poter prendere in mano la mia vita e soprattutto per aver insegnato a dire a me stessa: “F., sei stata davvero brava”.

                   F. 29

UNA DONNA NUOVA CHE HA SCONFITTO I SUOI DEMONI

Il fatto più “singolare” della mia vita è sempre stato che, se esisteva un aggettivo per definirmi, venivo definita come una persona “solare”. Da un lato questa definizione mi ha sempre gratificata, ma dall’altro mi chiedevo come potevano vedermi gli “altri” dal momento che io, nel mio profondo, mi sentivo una donna spenta e inquieta, sempre vicina a un traguardo dove però, non arrivavo mai. Se avessi dovuto trovare un aggettivo per definirmi, avrei detto sicuramente “insoddisfatta”. Ricordo ancora che era metà settembre 2018 e stavo passando una serata di quelle solite, condite di lacrime e tormenti, focalizzata solo a vedere tutto ciò che mi mancava nella vita; tra una lacrima e l’altra presa dallo sconforto trovai, per puro caso, il nome del Dottor Comello che di lì a poco avrebbe svolto una serata sull’ “Ipnosi, la mente che cura”. L’argomento mi aveva sempre affascinato ma non avrei mai pensato che sarebbe potuta diventare la mia salvezza e che quella serata, alla fine, avrebbe segnato una svolta nella mia vita. Oltre ai tormenti e alla rabbia repressa che covavo verso il mondo, soffrivo di una tosse stizzosa molto fastidiosa che mi accompagnava da 15 anni e che era diventata ormai la “sfida” (non risolta) di molti luminari consultati, che spaziavano dalla psichiatria alla gastroenterologia. Alla fine mi era stata diagnosticata una tosse nervosa che però, stranamente, anche nei momenti più sereni e rilassanti della mia vita, seppur pochi, non spariva mai. Inizio, quindi, il percorso, che oggi definirei illuminante, dal Dottor Comello con sedute settimanali e subito inizio a capire che sono nel posto giusto al momento giusto e che forse ho trovato veramente la chiave di svolta per la mia vita. Appena alla terza seduta di ipnosi affrontai con il Dottore il “problema tosse” e la cosa curiosa ma al tempo stesso affascinante di quella seduta è stata che, uscita dallo studio, mi sono totalmente dimenticata del mio problema che mi aveva afflitto la vita per 15 anni e la tosse era sparita, evaporata, cancellata definitivamente! Da quella seduta in poi, il mio percorso è stato in salita perché ho affrontato tutti i miei demoni e li ho sconfitti, uno ad uno; ho imparato a modificare il mio linguaggio, ad abolire parole estremamente negative e a vedere la stessa situazione da più prospettive, come se la vita fosse una torta composta da tante fette e finalmente riuscivo a vedere tutte le fette e non solo una. Ormai è passato un anno e la tosse è un lontano ricordo di quella vita che non mi appartiene più. Nel 2019 c’è una nuova donna che ha imparato a vedere un mondo diverso, pieno di stimoli e che non ha più paura di affrontare nuovi traguardi perché ormai è padrona di sé; le vecchie e dolorose catene sono sparite e hanno lasciato il posto alla forza, perché è così che io mi sento oggi, una donna forte, che ha una mente sana e che non ha più paura di giudizi e critiche perché mi sento valida. Tutto questo per dirvi che non solo nelle favole, ma anche nella vita reale, si può vivere FELICI E CONTENTI, basta iniziare a crederlo.

                    F. 44

DOPO 14 ANNI LA SUA TESTIMONIANZA DAGLI STATI UNITI

Salve Dottore, ho letto le testimonianze nel suo sito e vorrei essere testimone anch’io del suo aiuto. Circa 14 anni fa mi recai nel suo studio in quanto ero sul punto di divorziare da mia moglie sposata 9 anni prima, avevo consultato molti altri terapeuti ed era giunto il momento di rivelare un segreto profondo a mia moglie, apparentemente ero felice ma dentro di me avevo una depressione pesante che riguardava il mio passato infantile. Inizialmente ero terrorizzato nel raccontarle che mi ero fissato sul sesso con gli uomini, ma lei mi ascoltò senza giudicarmi, le dissi che dopo aver consumato più volte nei bagni della città mi sentivo solo, vuoto, falso e colpevole, vivendo una doppia vita e volevo tornare ad essere il marito vero di mia moglie. Lei senza commentare mi disse: ”si fidi di me io la aiuterò a ritrovare la pace, vi è la possibilità di guarire, credo che la sua attività sessuale sia frutto di ferite ben più profonde che porta nell’anima”. Ero scettico ma la sua fiducia fu la chiave che iniziò ad aprire la porta della mia guarigione. Andammo indietro nel tempo e scoprimmo tutte le prese in giro dei miei amici e vicini di casa, del mio papà che non mi donava affetto, di mio fratello che era visto come l’eroe di casa e come io ricercassi il contatto fisico con altri uomini in modo malsano cioè con il sesso sfrenato. Fu almeno 3 mesi dopo che capimmo che dentro di me non avevo mai sentito i valori di mamma e papà, la loro accettazione e il loro apprezzamento, le mie fughe verso il sesso con i maschi e quell’ebrezza di volere il vero maschio nudo erano una maschera, come uno strumento con cui l’anima tentava disperatamente di ottenere l’attenzione dell’io adulto. Fu così che dopo questi mesi partii all’improvviso per l’America perché mio padre decise di aprire un’azienda metalmeccanica. Non l’ho mai più cercata Dottore, sono cascato di nuovo nel sesso con gli uomini ma stavo malissimo. Dopo 3 anni ormai stanziato qui, riuscii a trovare un terapeuta che mi diede aiuto, uno studioso come lei. Mi parlò di forza che io cercavo in quegli uomini, di paura che arrivava dallo stomaco che mi istigava a sottomettermi a quegli uomini e di ira, che non emerse mai nella mia adolescenza, anzi ero abituato a fare il figlio gentile, bravissimo, affabile e dolce, tutti questi comportamenti mi hanno demascolinizzato totalmente, creandomi un carattere più femminile e una totale inseparazione dalla madre. Ho compiuto enormi progressi, senza dover abbandonare mia moglie, ho scoperto il potere della guarigione anche facendo sport con altri uomini, ho finito di crescere praticamente a 40 anni, quasi come se fosse stato un disturbo di crescita…come se gli altri fossero ciò che io avrei voluto essere. E pensare che lei mi disse chiaramente “tu hai avuto una mancanza di legame e di attaccamento con tuo padre” non ho mai creduto a questa cosa ma lei aveva già tutte le qualità per aiutarmi a guarire. Non mi dimenticherò mai di lei, della sua voce tenera e allo stesso tempo rilassante. Le ho scritto per dirle grazie senza la sua introduzione alla terapia non ce l’avrei mai fatta e avrei abbandonato il mio matrimonio, al mio ritorno in Piemonte vorrò stringerle la mano.

                      M.

PROSTATITE, RABBIA E AUTOSTIMA

Mi chiamo D. e ho conosciuto il Dottor Comello nell’ottobre 2018. Mi sono rivolto a lui dopo aver letto sul suo sito internet tutte le testimonianze delle persone da lui guarite. Ho deciso di chiedere il suo aiuto dopo che mi si è ripresentato un problema che in passato avevo già curato: la prostatite. Avevo inoltre un’autostima molto bassa, problemi di gestione della rabbia e, come ciliegina sulla torta, ogni tanto soffrivo di attacchi d’ansia. Mi portavo dentro tutto questo da diversi anni pensando che sarei stato condannato a convivere con tutto ciò per il resto della mia vita. Dopo poche sedute ho iniziato a percepire in me stesso una nuova sensazione, una sicurezza interiore che man mano si rafforzava e che mi faceva “sentire” la vita più leggera. Alternavo sedute di ipnosi e sedute di piano armonico e, con il passare dei mesi, posso dire che gli attacchi d’ansia sono ormai un lontano ricordo; la rabbia è quasi del tutto scomparsa e soprattutto riesco a gestirla molto meglio; mentre la mia autostima piano piano sta iniziando ad aumentare. Ho notato soprattutto notevoli miglioramenti per quanto riguarda la prostatite, cosa che ha contribuito ad aumentare ulteriormente la mia autostima. Ogni tanto mi soffermo a pensare alla persona che ero e alla persona che sono adesso e, in tutta onestà, mi piaccio di più come sono adesso! Questo mi dà un ulteriore stimolo a migliorare e a proseguire il percorso con il Dottore. Vorrei ringraziarlo di cuore per l’aiuto che mi sta dando. Grazie mille!!

                        D. 34

TRAUMA CRANICO, TESTIMONIANZA DI UN PAPA’

Tutto inizia il 18 luglio 2005. In una famiglia dove non mancava nulla, ecco come in un attimo può crollarti il mondo addosso; mamma, papà e due figli, uno di quattro anni D. e l’altro di sette anni M. Quel giorno M. doveva attraversare la strada regionale per portare il gelato al suo fratellino ma una macchina lo travolse sulle strisce: soccorso immediatamente, M. subì un forte trauma cranico e rimase in coma per diversi giorni. Al suo risveglio M. non era autonomo e dovette riabilitare il suo fisico a camminare e a muoversi. Nei vari mesi di rieducazione alla vita nessuno ci consigliò di affidarci ad uno psicologo e negli anni successivi M. iniziò a manifestare sempre maggiore insicurezza, solitudine, rabbia, sfiducia e, soprattutto, non voleva staccarsi dalla famiglia. Rinunciava alle gite scolastiche, si allontanava dai suoi compagni e manifestava disagio in caso di assenza dei genitori o dei nonni.  Iniziata la scuola superiore, tutto filò liscio per i primi tre mesi, ma a dicembre iniziò a lamentare dolori ad una gamba; terminate le vacanze natalizie non voleva più rientrare a scuola e, mandato a forza, iniziò il suo secondo calvario. Dovemmo portarlo in pronto soccorso lo stesso giorno perché non camminava più e per due mesi usò le stampelle, mentre venivano effettuati tutti gli accertamenti.  Esclusi i problemi articolari e reumatici, lo portammo da un neuropsichiatra che risolse il suo problema nell’immediato, ricorrendo a psicofarmaci. Dopo soli tre giorni di terapia M. camminava di nuovo e in posizione eretta. Il suo problema era psicologico e M. era riuscito a bloccare la parte destra, la parte che, dopo l’incidente, secondo i medici non avrebbe più mosso se si fosse salvato. La terapia è proseguita per diversi mesi, andando a ridurre gradualmente la dose dei miorilassanti, M. terminò con esito positivo il primo anno di scuola e frequentò il secondo anno un po’ più serenamente. Purtroppo il terzo anno è rientrato in crisi profonda e, alla fine del primo quadrimestre era nuovamente in crisi depressiva e in stato di apatia, soffriva di crisi d’ansia e paura della morte per sé e per le persone care. Su consiglio della scuola, abbiamo contattato il Dott. Comello e M. ha iniziato la terapia dell’ipnosi a fine aprile 2015, a maggio è riuscito a recuperare le materie e a terminare con esito positivo il terzo anno scolastico. A settembre ha superato anche l’esame di qualifica per sala/bar, ma ha deciso di interrompere la scuola e di andare a lavorare. Ha contattato personalmente l’albergo presso il quale sta svolgendo quattro mesi di tirocinio. Il ragazzo ha acquisito una sicurezza che forse non aveva mai avuto, è molto deciso, sorridente e sereno. Si è lasciato alle spalle lo stato di apatia e le sue paure, combatte per far valere le sue decisioni ed i suoi pensieri. A volte il rapporto tra genitori e figli viene sottovalutato, i genitori pensano che se i figli hanno tutto, sono più felici e diventa tutto semplice. Ciò che ho imparato da M. in questi tre anni è meraviglioso e mi ha dato l’ennesima lezione di vita, soprattutto a me, padre, che volevo a tutti i costi che mio figlio raggiungesse   i miei sogni e gli obiettivi da me inconclusi: non avendo il diploma di scuola superiore, costringevo lui con la forza ad andare a scuola, nonostante in due o tre occasione avesse manifestato anche il desiderio di togliersi la vita. Nel mese di settembre ho iniziato ad ascoltare M. e a capirlo, questo grazie anche al dott. Comello; da tempo mio figlio cercava di comunicare ed io lo sentivo, ma non lo ascoltavo. Pensavo che con il tempo tutto si aggiustasse ma il tempo stava per portarmelo via. Ho deciso di scrivere questa testimonianza perché finalmente abbiamo trovato la serenità di una famiglia che crede nei sogni dei propri figli. Al momento dell’incidente ero presente ed ho salvato mio figlio praticandogli la rianimazione artificiale sul posto. Oggi vedere M. libero di gioire mi gratifica, mi dà la forza necessaria per essere sempre positivo. Iniziare un percorso tutto naturale con un professionista come il Dott. Comello per noi è stata una grossa opportunità e siamo onorati di poterla condividere con chi soffre in silenzio, con chi non ha più autostima, con chi non crede in se stesso. Non ha prezzo vedere M. settimana dopo settimana riprendersi la propria autostima e personalità. Grazie.

                  Un papà per M. 17

PREPARAZIONE AL PARTO E IPNOSI

Conoscendo i meravigliosi risultati ottenuti dal dott.re Comello con l’ipnosi, quando ho scoperto di essere incinta è stato naturale per me accettare il suo invito a sperimentare la preparazione al parto con il supporto della terapia ipnotica.  Al primo incontro mi spiega cosa faremo insieme e quale sarà il nostro obiettivo: vivere l’esperienza in seduta di saper gestire il momento della nascita di mia figlia riuscendo a rivolgere l’attenzione sulla naturalezza dell’evento che avverrà in armonia e con estrema facilità piuttosto che sul dolore associato all’evento. Iniziamo il nostro viaggio insieme, la voce del dottore mi accompagna nel raggiungere quello stato di coscienza dove ho già sperimentato essere tutto possibile, dove tutto diventa semplice ed accessibile, dove la mia mente è in grado di operare un cambiamento.  Oriento allora la mia attenzione su quella zona del corpo che sarà sollecitata durante il parto, la voce mi dice di lasciare andare la muscolatura, di non controllare, di non irrigidirmi perché questo faciliterà la nascita della mia bambina.  Mi invita ad appoggiare le mani sulle mie gambe e a chiuderle a pugno ma senza imprimere forza, immaginando di avere un uccellino tra le mani da dover proteggere ma da lasciare andare al momento opportuno, così come sto facendo con mia figlia che ora proteggo nel mio grembo ma che dovrò lasciar andare alla vita. Questo gesto che la mia mente sta apprendendo mi rimanderà al momento del parto, alla sensazione di avere pieno controllo della situazione. Il mio respiro è profondo, sento un’estrema calma, mi fido della persona che mi sta conducendo, sono curiosa di scoprire ancora una volta cosa la mia mente è in grado di fare. Le mie mani si chiudono come strette in un pugno, inizialmente sento tensione al ventre, è contratto come se dovesse trattenere qualcosa, poi respiro profondamente, seguo le indicazioni della voce e inizio a lasciare andare. Il mio addome inizia a rilassarsi, sento i muscoli allentarsi e io respiro ancora più profondamente, sento che il dolore non mi servirà, sento che sarà tutto semplice. Immagino la mia bimba che nascerà nella serenità ... nell’aria c’è profumo di borotalco… Facciamo alcune sedute, ogni volta il dottore mi ripete cosa faremo e il nostro obiettivo. Vengo invitata ad irrigidire il braccio e questa sensazione mi fa sentire forte perché avverto le potenzialità della mia mente, poi di nuovo il gesto di chiudere le mani a pugno sulle mie gambe e l’attenzione alla muscolatura del mio ventre con l’indicazione di non trattenere. Dopo la prima volta sento che sono in grado di lasciare andare, non c’è resistenza, sento un forte rilassamento, il respiro è estremamente profondo, sento nascere un nuovo equilibrio tra me, il mio corpo e la mia bambina. Il dottore mi dice che le sto facendo un grande regalo, insegnandole ad essere in armonia e ad essere sicura e in equilibrio. Questa cosa mi commuove. Quando torno la mia testa è pesante ma io sto benissimo, sento ancora profumo di borotalco. V. è già con me e so che starà bene. Programmiamo un’ultima seduta ma domenica 24 maggio alle 3.30 di notte rompo le acque. Sono serena tanto da aspettare fino al pomeriggio per recarmi in ospedale. Mi ricoverano, non ho dilatazione, ma solo contrazioni a intervalli molto irregolari. Contrariamente a quanto mi aspettavo sono tranquilla, ho solo il timore che il travaglio possa durare molte ore, ma così non sarà. Inizio a sentire dei forti dolori verso le 18.45. Cerco un po’ di tranquillità per ripetere ciò che ho sperimentato in seduta: respiro profondamente, chiudo le mani sulle mie gambe e rilasso la muscolatura. Questo mi aiuta a concentrarmi maggiormente su ciò che devo fare e meno sull’evento e sul dolore. Il dolore c’è e man mano che trascorrono i minuti va ad aumentare. Il dolore è distraente ma la mia mente ripensa alle parole che il dottore mi ha detto in seduta, e ripeto “lascia andare, lascia che sia..” e così succede. In pochi minuti sento che V. vuole venire al mondo. Sono in camera e non c’è un medico, questo mi spaventa perché sento che ho poco tempo, non riesco a trattenere. Dopo alcuni minuti arriva il personale, non mi portano in sala parto perché non ci arriverei. Adesso che non sono sola posso affidarmi e seguire quella sensazione che mi ha accompagnato per tutto questo tempo. Lascio andare e in pochi istanti ho mia figlia tra le braccia. E’ gioia, è sogno, è vita. Benvenuta tra noi piccola V. Grazie Dottor Comello

                 M. 37