CORONAVIRUS

Lorenzin: quando il Covid finirà ...

“CHIEDIAMO al governo che vari un piano strategico sulla salute mentale con interventi mirati, da quelli prettamente sanitari, a quelli di potenziamento delle reti sociali specie per i giovani, finanziati con degli stanziamenti ad hoc del fondo sanitario e con degli investimenti sulle regioni, dove per altro ci sia una misurazione puntuale degli interventi fatti”.

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Precauzioni covid-19

Lo studio svolge attività di cura in sede e in remoto.
In ottemperanza alle normative e in ragione della necessaria autoresponsabilità, sono stati presi alcuni provvedimenti organizzativi nei confronti dei quali si raccomanda la giusta attenzione.
* Il giorno precedente all'appuntamento, il paziente sarà contattato telefonicamente dallo studio e gli sarà proposta la Scheda di accoglienza - Covid 19 che consiste in un breve questionario che attesti la mancanza di sintomatologie e valuti comportamenti pregressi. In caso di risposte affermative il paziente sarà invitato a svolgere la seduta del giorno successivo via skype. In caso di risposte negative l'appuntamento verrà confermato.

* Si richiede ai pazienti la massima puntualità. Non sarà consentito l’ingresso in studio prima dell’ora prevista per l’appuntamento.
* In studio potrà accedere esclusivamente il paziente prenotato. Solo in caso di minori sarà ammesso un accompagnatore.
* Non potrà essere utilizzato il guardaroba e in sala d'attesa potranno essere presenti solo due persone.

* Prima di accedere allo studio, al paziente sarà misurata la temperatura con termometro a infrarossi frontali senza contatto e sarà invitato a sanificarsi le mani con apposito gel. Per tutto il tempo di permanenza all’interno della strutturae verrà chiesto al paziente di indossare la mascherina monouso.

Dr.ssa Patrizia Castagnotti
(Coordinatore)

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dallo studio al tempo del covid-19

Sollecitato da molti di voi, qui di seguito alcuni pensieri utili per chi sta svolgendo il proprio percorso terapeutico e per chi non incontro da tempo. La diffusione del coronavirus rappresenta un'esperienza nuova e importante per tutti. La cronaca dei fatti è nota e le difficoltà ci accomunano. Rinunciare a spazi della propria libertà è una scelta importante e non un'imposizione. E' importante condividere comportamenti che tutelino noi e gli altri e che aiutino a superare questo periodo nel più breve tempo possibile. La casa sarà un luogo protetto in cui aspettare che passi il temporale. Così fanno tutti gli altri animali sulla terra quando arriva la tempesta, si rifugiano nella loro tana o si riparano tra le radici degli alberi o sotto un grande masso e attendono che la pioggia sferzante e il vento freddo cessino, per tornare alla vita di sempre ricchi di entusiasmo al primo raggio di sole. Così dobbiamo fare, senza ansia e senza paura. E se qualcuno ne avesse un po’, va bene così, è naturale e non è da curare. L’ansia è un attivatore di attenzione, non una malattia e in questo caso evidenzia la naturale necessità di attenzione rispetto ad un pericolo. La casa vi darà la protezione necessaria. Nella vostra casa scegliete di occuparvi della vostra creatività, scoprite, cercate, esprimete il vostro modo migliore di portare fuori di voi una parte importante di voi. Nel farlo occuperete bene il tempo e lo spazio della vostra mente e porterete fuori da voi ansie e angosce. Date spazio ai sogni, come forse non vi siete mai concessi, questi non hanno confini, limiti e non costano nulla. Poi a volte i sogni ritornano, diventano ricorrenti e cominceranno a contare e quando questo accadrà nascerà il desiderio che determinerà l'azione che realizzerà il vostro sogno. Non c'è azione senza desiderio e non c'è desiderio senza sogno. Ritrovate il valore del tempo. Restate con i vostri cari e magari riscoprite la semplicità e la serenità di certi momenti. Se non c’è nessuno in casa è tempo di non sentirsi più soli, ma scoprire la buona compagnia di se stessi. E se non vi basterà, la compagnia di un animale domestico vi saprà dare più di quanto immaginate. Ricordate che il miglior antidoto contro le malattie è il nostro sistema immunitario e quindi il miglior vaccino anche contro il Coronavirus. Il sistema immunitario si rafforza con la qualità dei nostri pensieri e di conseguenza della nostra vita, si ammalano soprattutto gli immunodepressi. Difendiamoci con gli strumenti straordinari che abbiamo a disposizione, il rapporto tra la nostra mente e il nostro corpo. Quando tutto questo sarà finito molte cose intorno a noi cambieranno, questa situazione insegnerà ciò che realmente conta. Noi siamo il prodotto della nostra storia per somma e sottrazione di eventi e alcuni di questi più di altri determineranno la storia. E se non possiamo cambiare al momento le cose intorno a noi assumiamo la responsabilità verso noi stessi di voler essere artefici del nostro destino. Facciamo di questo momento una straordinaria opportunità per far germogliare in noi il seme di un avvincente cambiamento che dopo la tempesta farà della vita uno splendido giardino.
Nessuno si senta solo, io sono sempre con voi e insieme supereremo anche questo. Un caro saluto.

                                                                                                                                    Walter Comello

Torino 12 marzo 2020

QUESTIONARIO DI INDAGINE COVID-19

 
Nel mese di maggio PSYCHE' CENTRO STUDI ha inviato il Questionario di indagine - Covid 19, un progetto di ricerca messo a punto dal Dott. Walter Comello.

Lo scopo è stato di valutare l’impatto dell’emergenza COVID-19 e del periodo di distanziamento sociale sugli stili e qualità della vita, sulle relazioni affettive, sul lavoro e sulle condotte personali.

NESSUNO SARÀ LASCIATO SOLO

Questo è un momento difficile, ma importante per ognuno di noi, in cui le emergenze sanitarie prevalgono, ma i problemi di sempre continuano ad esserci e a volte si amplificano in questo periodo di incertezze. In questo tempo in cui per chi sta male è difficile recarsi dal suo medico curante e gli ospedali sono allo stremo per occuparsi delle emergenze, NOI continuiamo ad esserci per tutti i nostri pazienti e per coloro che hanno bisogno di aiuto.

Proprio in questo momento in cui tutto è chiuso e tutti sono difficilmente reperibili LO STUDIO continua la sua attività con gli stessi orari e negli stessi giorni, la vita continua e deve continuare.

I PERCORSI TERAPEUTICI PROSEGUONO ANCHE IN VIDEOCHIAMA TA O TELEFONICAMENTE secondo gli orari concordati. I pazienti che non avessero un appuntamento o chi volesse un NUOVO APPUNTAMENTO potrà richiederlo telefonando in studio allo 0118129758 o scrivendo a: studio@waltercomello.it.

In alternativa alle conferenze annullate, Psychè Centro Studi propone una serie di appuntamenti in VIDEOCONFERENZA con temi utili e di estrema attualità. La comunicazione con modalità di accesso sarà trasmessa come sempre via email agli iscritti alle mailing-list di Psychè Centro Studi o ai nostri pazienti. Chi non ne facesse parte potrà scrivere a info@psychecentrostudi.it.

Sono in preparazione WEBINAR per gruppi limitati di partecipanti allo scopo di creare programmi utili e interattivi su tematiche di interesse o terapeutiche.

Psychè Centro Studi mette a disposizione il suo staff professionale per CONSULENZE GRATUITE A SOSTEGNO DI MEDICI E INFERMIERI impegnati nell'emergenza Coronavirus per la prevenzione della sindrome del Burnout.

SOSTEGNO PSICOLOGICO PER MEDICI E PERSONALE SANITARIO

PSYCHE' CENTRO STUDI mette a disposizione la propria organizzazione e i professionisti che vi operano a sostegno e prevenzione della sindrome del Burnout, per chi è impegnato in prima linea a fronteggiare l'emergenza Covid-19. La costante esposizione alla sofferenza e alla morte, il difficile compito di misurarsi con una quotidiana tragedia umana di pazienti e familiari, la frustrazione derivata dall'assenza di strumenti efficaci di cura e il fare i conti ogni giorno con i risultati che ne derivano, può determinare difficoltà invalidanti alla persona e all'esercizio delle proprie funzioni. Queste compromissioni possono emergere nel momento di emergenza o in un tempo successivo. Spesso ci si accorge delle ferite solo dopo la battaglia, ma quelle che comportano un'emorragia più importante vanno tamponate prima. Il sangue è la nostra identità, è necessario saper riconoscere anche in assenza di dolore la gravità della ferita. Chi si impegna e sa dare aiuto deve saper all'occorrenza chiedere aiuto. Non si può dare ad altri ciò che non si ha o non si ha più, ai propri pazienti o alla propria famiglia. Di fronte a tragedie come quelle che stiamo vivendo non si può restare in disparte e ognuno deve fare la propria parte per dare un contributo alla migliore e più rapida soluzione.  

Presidente Psychè Centro Studi
Dr. Walter Comello


Il servizio è offerto a professionisti operanti su tutto il territorio nazionale. L'intervento di consulenza sarà proposto in remoto in orari concordati. Gli interessati potranno telefonare al numero 011-8129758 e concordare l'appuntamento con lo psicologo di riferimento. La consulenza naturalmente non avrà alcun costo e la durata sarà in funzione della specifica esigenza. Il setting terapeutico suggerito è la riservatezza della propria casa al termine dell’impegno lavorativo.

Coordinatore Psychè Centro Studi
Dr.ssa Patrizia Castagnotti

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CHI E’ FELICE BATTE IL VIRUS

Avviso ai vaccinandi. Ottimismo, mancanza di stress, una rete robusta di interazione sociale, e perché no, una relazione amorosa e/o coniugale soddisfacente può assicurare ad alcune persone una risposta anticorpale alla vaccinazione più ricca. Peggio per chi è teso, ansioso, in preda al cattivo umore, alla “melanconia”, legata, secondo la medicina antica, alla “bile nera”, uno dei quattro umori le cui combinazioni determinavano il carattere e gli stati d’animo. In attesa della prima (e della seconda “non v’è certezza”) conforta leggere l’articolo di New Scientist, che in italiano suona pressappoco così: “Puoi aumentare l’effetto di un vaccino con buoni stati d’animo e buoni amici”, senza punto interrogativo. Induco all’ottimismo i risultati di diverse ricerche nel campo della psico-neuro-immunologia, comprendente lo studio del modo in cui gli stati mentali influiscono sul sistema immunitario. In uno dei primi studi del genere (2006) un gruppo di ricercatori ha appurato che nei soggetti che si descrivevano sereni e non ansiosi, la spinta anticorpale nella vaccinazione contro l’epatite B superava addirittura il 73% rispetto a coloro che si consideravano più inquieti, tesi o arrabbiati. Anche la rete sociale conta, eccome, sul modo in cui il corpo risponde a un vaccino. Come è emerso da un esperimento, hanno prodotto molti meno anticorpi contro il virus dell’influenza (dato verificato in due controlli successivi, a uno e a quattro mesi dopo la vaccinazione), i 13 studenti su un totale di 83 che avevano elencato meno di venti amici tra quelli che conoscevano bene e con i quali erano in contatto frequente. Anche essere in copia può migliorare il modo in cui il corpo reagisce all’immunizzazione. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Birmingham ha qualificato la crescita del livello di anticorpi in risposta al vaccino antiinfluenzale: le persone anziane appagate dalla convivenza con un coniuge o con un partner hanno visto i loro livelli di anticorpo aumentare in media del 10% rispetto a coloro che erano sigle o coinvolti in relazioni infelici. Insomma, è ragionevole essere ottimisti sul fatto che, così come avviene per altre vaccinazioni, i fattori psicologici influenzino la risposta anticorpale nelle vaccinazioni contro il nostro subdolo nemico.

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La Polizia di Stato ha pubblicato sul suo account Twitter un video che invita i cittadini a rimanere a casa spiegando in maniera chiara come un semplice spostamento può essere causa di contagio.

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Ci ha messo la faccia Daniela De Rosa, dottoressa veterinaria contagiata dal Coronavirus, parlando all’Italia attaccata al respiratore per scuotere le nostre coscienze. Una testimonianza forte, da brividi, che esprime tutta la sofferenza di chi è costretto a ricevere l’aiuto delle macchine per sopravvivere, dopo essere stato attaccato da questo virus. Fortunatamente Daniela sta migliorando e presto ci auguriamo riabbracci le sue figlie, ma è impossibile ignorare il dolore che ha dovuto patire e che molte persone come lei stanno attraversando. Ancora una volta il suo appello ci chiede di rispettare le regole perché tutto dipende da noi.

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"Questo virus è entrato nel mio corpo e ha anche ucciso la persona più cara della mia vita, che era mio padre. Tutti dicono che questo virus è una normale influenza. Vi posso dire che non è così". Queste sono le parole di Gianni Zampino, torinese di 40 anni costretto in un letto di ospedale e quasi del tutto isolato dal mondo circostante a causa del Covid-19. Voglio fare questo video", ha spiegato, "perché vedo che troppa gente ancora prende sotto gamba questo maledetto virus, che mi ha stravolto la vita da circa dieci giorni".

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Morena Colombi una donna di 59 anni, operaia in una ditta di cosmetici, vive a Truccazzano in provincia di Milano. Il 17 febbraio va dal medico di base per un'influenza, ma la situazione non migliora. Il 21 febbraio gli operatori dell'ospedale Sacco di Milano le consigliano di andare al pronto soccorso perché era stata in contatto con persone che rientravano dalla Cina. Le fanno il test, risulta positiva al coronavirus. Adesso è a casa in isolamento ma sta bene.

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Nicola Di Francesco, medico rianimatore all'ospedale di Aosta, ha rilanciato - adattandolo - l'esercizio anti-covid messo a punto dal collega Pietro Addamo. Un esercizio pensato per chi è ammalato a casa (quindi in condizioni non serie) in modo da tenere in forma i polmoni.

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